Cittadini si diventa
Interventi
per favorire il benessere, lintegrazione
e
la partecipazione scolastica
Indice
Premessa pag. 2
La motivazione da cui nasce il progetto pag. 2
Chi promuove il progetto pag. 4
Novit del progetto pag. 5
Quali tipi di intervento per i ragazzi pag. 7
Ampliare lofferta formativa pag. 8
Un impegno che dura nel tempo pag. 9
Organi di progettazione, gestione e controllo pag.
10
Impegni cui devono attenersi le scuole pag.
12
Le partnership pag.
12
compito fondamentale della scuola prendersi cura degli alunni e cercare di garantire loro la
possibilit di vivere in essa un esperienza educativa capace di farli
crescere e di aiutarli a diventare
adulti. Due ci sembrano, in particolare modo, i versanti su cui la scuola deve
investire in tempi, risorse e progetti: il disagio e lintegrazione
degli alunni (in particolar
modo degli alunni provenienti da
paesi di altre culture) .
Queste
due tematiche, profondamente correlate tra di loro, chiedono alla comunit
educante di progettare nuove modalit con cui impostare la relazione educativa
e la stessa proposta didattica
Il
problema: tutti hanno diritto di cittadinanza, tutti hanno il diritto di
apprendere
Innanzi
tutto la scuola deve prevenire il disagio e recuperare gli svantaggi.
La
migliore prevenzione leducazione. Disponibilit umana allascolto e al
dialogo, esempi di stili di vita positivi, condivisione empatica di esperienze,
problemi e scelte, significativit del proprio ruolo di adulti e di insegnanti,
conoscenze e competenze professionali diventano le occasioni che consentono
alla Scuola Secondaria di 1 grado di leggere i bisogni e i disagi dei
preadolescenti e di intervenire prima che si trasformino in malesseri
conclamati, disadattamenti, abbandoni. Per gli alunni che hanno un retroterra
sociale e culturale svantaggiato la scuola deve programmare i propri interventi
mirando a rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali e
culturali, in modo tale da superare le situazioni di svantaggio e da favorire
il massimo sviluppo di ciascuno e di tutti.
Appare
evidente che unaltra delle questioni fondamentali per la scuola dei prossimi
anni sar la capacit di mettere a punto percorsi e proposte volte a favorire
lintegrazione degli alunni fra di loro e in particolare degli alunni provenienti da paesi e da culture
diverse. E evidente che una della grandi sfide della scuola di oggi quella
di sapere promuovere forme nuove
di inserimento e di integrazione di alunni stranieri. Non si tratta solo di
prevedere percorsi per migliorare la conoscenza della lingua italiana o di far
conoscere agli alunni le regole della convivenza civile, si tratta anche di
ideare percorsi e proposte che valorizzino la diversit come possibilit di arricchimento reciproco
e favoriscano lintegrazione attraverso una maggiore consapevolezza della
propria identit ed un profondo rispetto dellidentit altrui.
Poich la scuola interpellata da
queste nuove presenze, diventa importante
lavorare con gli alunni perch acquisiscano strumenti, abilit e
competenze per diventare sempre pi se stessi e futuri adulti consapevoli. La
scuola diventa palestra di vita, luogo in cui orientare le proprie scelte e
crescere nellassunzione di doveri e nella gestione dei diritti. Infatti la
Scuola Secondaria di 1 grado mira allorientamento di ciascuno, vuole favorire
liniziativa del soggetto per il suo sviluppo fisico, psichico e intellettuale,
intende metterlo nelle condizioni di definire e conquistare la propria identit
di fronte agli altri e di rivendicare un proprio ruolo nella realt sociale,
culturale e professionale.
Occorrono
interventi specifici in ambito curricolare o extracurriculare con soluzioni
innovative, percorsi di integrazione, di partecipazione per far crescere
lautocoscienza, la responsabilit e lassunzione di diritti e di doveri.
Proporre
interventi in queste due direzioni significa innalzare la qualit delle nostre
scuole, dare speranza a famiglie molto spesso sole o isolate con il loro
problema; significa promuovere percorsi e progetti in cui laltro, il
diverso, non pi concepito come problema, ma come risorsa, come possibilit
di arricchimento.
Intervenire
in queste direzioni non solo uno dei compiti fondamentali per la scuola, ma
il modo migliore per garantire il successo formativo a tutti gli alunni che
impareranno nella classe e nella scuola a sperimentare forme di accoglienza, di
apertura allaltro, di acquisizione di abilit e competenze nella direzione
della partecipazione e della responsabilit.
La
sfida che impegner la scuola dei prossimi anni troppo importante da essere
disattesa. Solo forme rinnovate di apprendimento e di vita di classe potranno
garantire a tutti gli studenti pari possibilit e pari opportunit.
Gli interventi che il progetto intende
attuare hanno anche lo scopo di migliorare il clima nella scuola, ma la
ricaduta benefica di tale progetto sar vissuta anche dalle famiglie, dal
quartiere e dallintera citt che imparer dai pi piccoli a vivere la
cooperazione, laccoglienza e la
diversit come ricchezza.
Se
la scuola inoltre con opportuni interventi riuscir a migliorare liter
formativo di alcuni dei propri allievi, non solo avr contribuito a costruire
individui pi sereni, pi consapevoli e meglio inseriti nella societ, ma avr
anche collaborato, per la parte di sua competenza, ad affrontare il difficile
compito della prevenzione della devianza minorile e avr svolto cos il proprio
peculiare ruolo sociale.
Realizzare unazione complessiva su questa tipologia
di problemi cosa decisamente gravosa per la scuola, che, proprio per la
mancanza di fondi istituzionali atti a risolvere queste problematiche, sino ad
oggi ha dovuto arrangiarsi da sola o basarsi sulla buona volont di alcuni
docenti.
I
fondi infatti a disposizione della scuola sono totalmente insufficienti per
realizzare interventi adeguati per i ragazzi problematici, per favorire
lintegrazione degli alunni di recente immigrazione, per aiutare lacquisizione
di una propria identit e di scelte future consapevoli.
Nelle
scuole della citt di Modena, con il sostegno di Fondazioni, di Enti Locali o
di altre organizzazioni e amministrazioni, sono stati messi in atto nuovi
percorsi educativi per tutti gli allievi e percorsi specifici per i ragazzi
problematici.
Sempre
pi spesso questi percorsi hanno visto come protagoniste anche le famiglie:
gruppi di genitori disponibili a collaborare e a offrire il proprio tempo e le
proprie competenze per arricchire le proposte che le Scuole offrono ai ragazzi.
Vista la positivit dellesperienza precedente, si
sentita lesigenza di attivare una nuova proposta che intervenga con seriet ed
efficacia anche su un altro tipo di disagio e renda pi vere per gli alunni le
parole identit, orientamento, cittadinanza.
La
Rete di Coordinamento degli Insegnanti
Nell anno scolastico 2002-2003 si
creato un coordinamento tra insegnanti referenti delle Scuole Secondarie di 1
Grado della citt di Modena, con il supporto del Centro di Documentazione
Educativa del Comune (ora denominato Memo), proprio allo scopo di individuare
le strategie migliori e unire le forze e le risorse.
Il
coordinamento si proposto di dare sistematicit a percorsi didattici studiati
dalle singole scuole, di metterli in rete e di rimuovere gli ostacoli
incontrati cos da giungere a soluzioni comuni.
Il
Coordinamento dei Comitati Genitori
Anche allinterno del Coordinamento dei Comitati
Genitori delle Scuole Medie di Modena cresciuta lattenzione e la sensibilit
per le iniziative gi proposte in diverse Scuole, viste positivamente sia come
arricchimento dellofferta formativa della Scuola, sia come elemento di
promozione della collaborazione tra Scuola e famiglie in un contesto di
progetti educativi condivisi.
Il
coordinamento degli insegnanti assieme a quello dei genitori, con il contributo delle rispettive competenze, ha
formulato un progetto complessivo di intervento comune alle varie scuole, che,
unitario nelle linee essenziali, assume articolazioni diverse a seconda delle
realt delle singole scuole.
E un progetto che, con tali prospettive e diffusione,
intende rivolgersi ad Enti pubblici e privati per trovare le forme di sostegno
e i finanziamenti indispensabili per concretizzarsi e svilupparsi.
Le Scuole aderenti al progetto
Per lanno scolastico
2006-2007, aderiscono al progetto tutte le Scuole medie della citt di Modena e cio :
-
Calvino
-
Carducci
-
Cavour
-
Ferraris
-
Guidotti
-
Lanfranco
-
Marconi
-
Paoli
-
S. Carlo
La
partecipazione al progetto delle 9 Scuole fa s che siano coinvolti nelle
attivit pi di 4000 alunni.
Nove
progetti per un unico grande progetto
Facendo
riferimento al progetto-quadro elaborato di comune accordo, le singole Scuole,
nella loro piena autonomia, elaboreranno e definiranno nel mese di settembre i
progetti di dettaglio, individuando le azioni, comuni e/o particolari, pi
idonee per portare al successo liniziativa.
Questo
progetto viene presentato agli
Enti competenti perch venga validato e reso attuabile attraverso opportune
forme di sostegno e finanziamento.
Si
sottolinea la novit e limportanza di questo progetto per i seguenti motivi:
-
per il quarto anno nove
Scuole Secondarie di 1 Grado della citt presentano un progetto comune;
-
nelle scuole si instaura
labitudine di unire le forze per affrontare gli ostacoli economici che si
frappongono alla realizzazione di un nuovo percorso educativo;
-
si d seriet e
correttezza scientifica alla sperimentazione perch i risultati verranno
continuamente monitorati sia dai coordinamenti genitori-insegnanti sia da
un comitato scientifico;
-
si affrontano problemi
di grande rilevanza culturale e sociale, che nellattuale funzionamento della
scuola non trovano ancora soluzioni adeguate.
Obiettivo
generale per il progetto
Fornire
alla rete delle scuole secondarie di 1 grado della citt risorse e supporti
utili a intervenire per:
- aiutare gli alunni a prendere consapevolezza
dellimportanza dellaltro per conoscere e diventare se stessi
- sollecitare ogni ragazzo a trovare una propria
identit
- far operare ad ogni alunno scelte future consapevoli e
coerenti con le proprie capacit e attitudini
- favorire
la partecipazione attiva alla vita della scuola
- rendere gli alunni protagonisti attraverso
lassunzione di diritti e di doveri
- favorire lintegrazione degli alunni provenienti da
altri paesi e da altre culture
- sperimentare
una metodologia di intervento sul problema del disagio in modo da migliorare la
situazione degli alunni in difficolt e modificare di conseguenza anche la realt complessiva delle scuole
coinvolte nella sperimentazione
- giungere
a stabilire protocolli di azione che possano essere riproposti in altre scuole
della provincia e della regione ed eventualmente diffusi a livello nazionale
Obiettivi
specifici per le singole scuole
Far
in modo che nelle scuole interessate al progetto siano messe in atto azioni
mirate a:
Per
quanto riguarda la prevenzione del disagio:
- laboratori con particolari attrezzature per migliorare
lintegrazione degli alunni in difficolt (dislessia, disgrafia, ecc)
- laboratori pomeridiani gestiti da genitori
- laboratori pomeridiani gestiti da esperti, in cui
inserire in modo mirato ragazzi con forte disagio
- laboratori operativi a piccolissimo gruppo per ragazzi problematici
- laboratori operativi a classi aperte in orario
curricolare
- forme di tutoraggio
- forme di accoglienza e di apprendimento tra pari
gestite dagli alunni e coordinate dagli insegnanti (coinvolgendo anche alunni
delle scuole superiori a cui riconoscere crediti scolastici)
-
forme di
studio guidato per recuperare conoscenze disciplinari o abilit trasversali attuate da docenti della scuola o esterni.
Per quanto
riguarda gli alunni stranieri:
-
attivit
curricolari di didattica interculturale.
-
corsi di
alfabetizzazione di italiano e/o interventi di consolidamento linguistico o
matematico
-
laboratori
pomeridiani multietnici (cucina, danza) gestiti anche da genitori stranieri.
-
creazione di
uno spazio specifico per gli interventi didattici sugli alunni stranieri
(laboratorio linguistico) con computer, lettore video e dvd, macchine
fotografiche e altri materiali e testi specifici.
Si precisa che le
singole scuole attueranno solo i tipi di intervento che saranno scelti dai
rispettivi Collegi Docenti, in base alle risorse ed alla realt della propria
scuola.
Destinatari
I
destinatari sono tutti gli alunni della scuola, con un attenzione particolare
a:
-
gli alunni con disagio culturale e sociale
-
gli alunni di recente immigrazione
Si propongono qui di seguito alcuni tipi di intervento
che sono stati sperimentati con buoni risultati negli anni scolastici
precedenti e sui quali stato raggiunto un accordo allinterno del
coordinamento.
Si precisa che le singole scuole attueranno tutti i
tipi di intervento prospettati o solo alcuni a seconda della realt della
propria scuola.
Come
forma di intervento vengono indicati per primi questi laboratori che riguardano
tutti i ragazzi della scuola perch essi costituiscono un substrato
indispensabile per lattivit specifica sui ragazzi problematici.
La
motivazione per la creazione di
questi laboratori trae origine dal fatto che da qualche anno si iniziato a
pensare di fare della scuola non solo il luogo privilegiato degli apprendimenti
cosiddetti curricolari (e spesso teorici), ma anche un luogo in cui i ragazzi
potessero trovare un ampio spettro di offerte formative che li staccasse da
pomeriggi tutti invasi dalla presenza totalizzante della televisione.
Questi laboratori
pomeridiani danno la possibilit a tutti gli allievi di ampliare il campo delle proprie competenze e di
verificare o maturare interessi ai quali dedicarsi in futuro; fanno percepire
la scuola come un luogo positivo di crescita personale.
Cosa sono?
Vengono
date competenze nei settori pi vari (cucina, creta, decoupage, areomodellismo,
giornalismo ecc ).
Si
svolgono in un pomeriggio alla settimana per due ore, oppure al mattino nelle
scuole in cui esiste la flessibilit oraria.
Sono
gestiti a titolo gratuito da genitori o nonni che si dichiarano disponibili ad
offrire ai figli degli altri le proprie competenze .
Tra
laltro questa partecipazione permette di creare interessanti e positivi
rapporti tra generazioni e fra famiglie e Scuola.
In
alcuni casi i laboratori vengono gestiti da insegnanti o esperti pagati con il
fondo di istituto.
Questo tipo di laboratori stato organizzato
gi da alcuni anni in alcune scuole della citt con esito molto positivo perch
gli alunni partecipano numerosissimi e seguono in modo costante quello che
viene loro proposto.
Questi laboratori, oltre
ad avere finalit che interessano tutti gli allievi, generano unatmosfera
positiva e creano il presupposto perch possano essere organizzati laboratori
specifici per i ragazzi problematici senza che questi assumano un carattere
ghettizzante e quindi controproducente.
Laboratori
operativi in orario curricolare
A
volte sono moduli di laboratori operativo-espressivi opzionali alternati a
moduli di attivit disciplinari, realizzati attraverso attivit a classi aperte
e gruppi cooperativi.
Altre
volte sono laboratori operativi per ragazzi problematici a piccolissimo gruppo,
guidati da docenti della scuola.
Nelle
scuole che intendono muoversi nella direzione suesposta indispensabile che si
realizzino al mattino attivit che hanno lo scopo di creare unatmosfera
complessiva atta a favorire gli interventi specifici e prevenga il disagio.
Per
esempio:
-
attivit di accoglienza realizzata in modo continuato nei primi mesi e momenti
di accoglienza durante lanno volti ad evitare linstaurarsi di dinamiche di
emarginazione;
-
attivit che abbiano lo scopo di facilitare la conoscenza reciproca e la
valorizzazione delle diversit.
Ridefinire e migliorare alcuni momenti nodali
dellattivit della scuola
Inoltre la formazione delle classi deve assolutamente
rispondere ai criteri di equieterogeneit (gruppi classe ugualmente-diversi),
perch dove questo non succede e gli allievi problematici si accumulano in una
stessa classe, molto pi difficile intervenire.
Lesperienza ha dimostrato che un allievo in
difficolt inserito in un contesto positivo migliora immediatamente, mentre due
o pi alunni disagiati nello stesso gruppo si rinforzano a vicenda e gli
aspetti negativi vengono esaltati.
Attivit di formazione
Fondamentale rimane la formazione degli insegnanti e
dei genitori coinvolti..
Sono previsti momenti di formazione a settembre 2006
per i docenti delle scuole interessate sui temi dellaccoglienza e delle
eventuali attivit che si possono svolgere allinterno del Progetto.
Verranno promossi inoltre momenti di formazione e di
confronto per i genitori su temi educativi e sulla collaborazione tra la Scuola
e la famiglia.
Acquisto
di materiale
Il
progetto prevede soprattutto un investimento sia in risorse umane che in
attrezzature e materiali.
Viene
preventivato comunque lacquisto di materiale specifico e di consumo a seconda
delle attivit svolte.
Il
percorso che ha condotto a questo progetto iniziato ormai da diversi anni.
La
sperimentazione delle attivit e della metodologia da mettere in atto non pu
esaurirsi n nel corso di un unico anno scolastico, n nello stretto ambito
scolastico.
Per
consolidare lesperienza le Scuole che hanno aderito al progetto simpegnano a
portare avanti le iniziative per almeno tre anni condividendo verifiche,
correttivi e nuove idee.
I
tre anni saranno anche utilizzati per coinvolgere nel progetto le altre realt
operanti sul territorio.
Si
auspica che anche gli Enti che sostengono e finanziano il progetto vogliano
dare il proprio contributo per tutto il triennio di attuazione.
Pur
partendo dallutilizzo di uno spazio/tempo ben definito allinterno delle
attivit scolastiche (quello dellampliamento dellofferta formativa con la
promozione di attivit pomeridiane) resta la convinzione e lambizione che gli
obiettivi vadano oltre, sia allinterno della Scuola, sia circa il ruolo che
questa gioca nella societ e nel suo rapporto con le altre realt territoriali.
La
Scuola sia osservatorio privilegiato per la valutazione dei fenomeni di
disagio e di emarginazione,sia contesto ottimale per la creazione di attivit
socio-educative di prevenzione.
Da
qui lesigenza di affrontare il problema con la prospettiva che tale azione
divenga unoccasione di crescita e di miglioramento per tutta la societ.
Tale prospettiva, dunque,
non pu che passare attraverso unazione progettata e coordinata che coinvolga
tutta la comunit locale nelle sue molteplici componenti istituzionali
(famiglie, scuola, enti locali, servizi sociali, chiesa, polisportive, forze
dellordine, volontariato, ) e pi specificamente negli adulti-educatori che
le incarnano (genitori, insegnanti, animatori, obiettori di coscienza,
allenatori, assistenti sociali, vigili urbani e operatori della sicurezza, )
Il
progetto va proiettato perci su un arco di tempo di tre anni.
Lambito
di detto intervento deve coprire inoltre tutte le et, dallinfanzia alla
adolescenza compiuta, (dalla materna alle medie superiori) sfruttando come
luogo privilegiato di proposta e continuit dellintervento stesso la scuola.
Per
tutto questo la Scuola non pu sottrarsi ad una riflessione pi profonda su tutta la propria proposta, mettendo
in gioco anche le normali attivit curricolari del mattino.
Comitato scientifico
Tutta liniziativa verr seguita da un comitato
scientifico formato da esperti di educazione e da insegnanti e dirigenti
scolastici e genitori rappresentanti dei rispettivi coordinamenti, che si
occuper di monitorare la sperimentazione, di valutarne lefficacia
metodologica tenendo conto delle conoscenze diffuse nella comunit scientifica.
Controller anche che la qualit dei risultati corrisponda alle linee fondanti
del progetto, le quali resteranno di unica competenza del gruppo di progetto
che far riferimento costante ai rispettivi collegi e comitati e ai dirigenti
scolastici delle scuole interessate.
Tale Comitato ha il compito di garantire, nei
confronti dei destinatari che ne usufruiranno (gli alunni e le loro famiglie) e
nei confronti degli Enti Finanziatori, la corretta realizzazione del progetto
in conformit agli obiettivi previsti.
Sar presieduto dal Dirigente Scolastico, prof.
Giovanni Campana, Preside della Scuola Capofila Paoli – S.Carlo.
Gestione pedagogico - didattica del progetto
Il gruppo di lavoro che seguir il progetto nel suo
complesso per quel che riguarda laspetto didattico o educativo sar composto:
- dagli insegnanti della Rete di Coordinamento;
- dai genitori del Coordinamento;
Questo
gruppo di progetto in riunione collegiale paritetica decider la linea
pedagogico-didattica del progetto e la sottoporr al giudizio del Comitato
Scientifico.
Il gruppo operer tramite incontri periodici, con
eventuali attivit demandate a sottogruppi di lavoro e avvalendosi di un sito
internet per lo scambio e la condivisione di documenti e informazioni.
Questo
un progetto ampio sia perch si pone come esperienza pilota da approfondire e
continuare nel tempo e da offrire ad altre realt territoriali, sia per i
seguenti elementi che lo rendono complesso:
-
il numero dei soggetti
coinvolti;
-
lonere organizzativo
per le singole Scuole;
-
lesigenza di
predisporre documentazione chiara, coerente e condivisa;
-
gli obiettivi a medio e
lungo termine e la programmazione triennale del progetto;
-
la scelta di migliorare
la proposta confrontandosi con altre realt;
-
la necessit di
garantire concretezza e trasparenza con strumenti di valutazione appropriati;
-
la scelta di voler
arrivare a definire e documentare una metodologia diffondibile ed esportabile.
Data
la complessit del progetto e limpegno che si rende necessario per la sua
buona riuscita, si scelto di creare un organismo volto a garantire il coordinamento scientifico,
metodologico, gestionale del progetto e una corretta valutazione dei risultati.
Questo organismo sar costituito dal Comitato
Scientifico e da un equipe di tecnici capaci di sostenere le Scuole (le
segreterie e gli insegnanti coordinatori).
La
segreteria del gruppo di lavoro della Rete degli Insegnanti e del Coordinamento
dei Comitati Genitori sar affidata ad un collaboratore del Centro MEMO del
Comune di Modena.
Ogni
scuola deve impegnarsi a realizzare tutte le attivit previste dal proprio
progetto, comprese le attivit socializzanti da svolgere al mattino e lattivit
di formazione.
Deve
inoltre inserirle nel POF e avere ladesione del Collegio Docenti e del
Consiglio dIstituto.
Deve
nominare le persone disponibili a costituire il team organizzatore.
Deve
impegnarsi a diffondere il progetto tra i genitori e cercarne il
coinvolgimento.
Deve
garantire di attuare la formazione classi nei termini suesposti
(equieterogeneit).
Nel progetto e nella richiesta di finanziamento lo
spazio dato allacquisto di materiale dovr essere strettamente collegato alle
attivit e alle metodologie utilizzate
Il
progetto verr presentato agli Enti Locali competenti:
-
Assessorato alla Scuola
e alla Formazione della Regione Emilia-Romagna,
- Assessorato allIstruzione
del Comune di Modena,
-
Assessorato alle
Politiche Giovanili del Comune di Modena,
-
Assessorato alle
Politiche Sociali del Comune di Modena,
-
Assessorato
allIstruzione della Provincia di Modena
-
Centro Servizi
Amministrativi di Modena del Ministero dellIstruzione.
La ricerca di partnership e finanziamenti
Come evidenziato, ci che finora ha frenato le Scuole
nella promozione di attivit specifiche stata lassoluta carenza di fondi.
La ricerca di partnership non derivata, per, solo
dalla necessit di reperire risorse economiche.
Altro motivo deriva dallesplicita volont di
coinvolgere tutti i soggetti operanti nel contesto sociale modenese.
Qualora
i fondi risultassero insufficienti, le Scuole saranno chiamate a portare
riduzioni proporzionali alle attivit previste e inversamente proporzionali al
numero di classi dei singoli plessi coinvolti.
La diffusione degli obiettivi, delle metodologie e dei
risultati
Dati
gli obiettivi del progetto, chiaro che ruolo fondamentale avranno le diverse
iniziative per presentare e diffondere la sperimentazione e i suoi esiti.
Si
promuoveranno incontri con altre Scuole della provincia e con le realt locali
(agenzie, associazioni) che affrontano quotidianamente le medesime
problematiche.
In
particolare, nel mese di maggio 2007 si intende promuovere un momento pubblico
quale atto conclusivo del primo anno di attuazione.