RETE delle SCUOLE SECONDARIE di 1 GRADO MODENA

 

 

Cittadini si diventa

Interventi per favorire il benessere, lintegrazione  e

 la partecipazione scolastica

 
 
 

 

 

 

 

Indice

 

Premessa                                                                  pag.  2

La motivazione da cui nasce il progetto                   pag.  2

Chi promuove il progetto                                          pag.  4

Novit del progetto                                                   pag.  5

Quali tipi di intervento per i ragazzi                         pag.  7

Ampliare lofferta formativa                                     pag.  8

Un impegno che dura nel tempo                               pag.  9

Organi di progettazione, gestione e controllo          pag. 10

Impegni cui devono attenersi le scuole                     pag. 12

Le partnership                                                          pag. 12

 

 

 

 

 

 

 
 
 
Premessa

 

compito fondamentale della scuola prendersi cura degli alunni e cercare di garantire loro la possibilit di vivere in essa un esperienza educativa capace di farli crescere  e di aiutarli a diventare adulti. Due ci sembrano, in particolare modo, i versanti su cui la scuola deve investire in tempi, risorse e progetti: il disagio e lintegrazione degli alunni  (in particolar modo degli alunni  provenienti da paesi di altre culture) .

Queste due tematiche, profondamente correlate tra di loro, chiedono alla comunit educante di progettare nuove modalit con cui impostare la relazione educativa e la stessa proposta didattica

La motivazione da cui nasce il progetto

 

Il problema: tutti hanno diritto di cittadinanza, tutti hanno il diritto di apprendere

 

Innanzi tutto la scuola deve prevenire il disagio e recuperare gli svantaggi.

La migliore prevenzione leducazione. Disponibilit umana allascolto e al dialogo, esempi di stili di vita positivi, condivisione empatica di esperienze, problemi e scelte, significativit del proprio ruolo di adulti e di insegnanti, conoscenze e competenze professionali diventano le occasioni che consentono alla Scuola Secondaria di 1 grado di leggere i bisogni e i disagi dei preadolescenti e di intervenire prima che si trasformino in malesseri conclamati, disadattamenti, abbandoni. Per gli alunni che hanno un retroterra sociale e culturale svantaggiato la scuola deve programmare i propri interventi mirando a rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali e culturali, in modo tale da superare le situazioni di svantaggio e da favorire il massimo sviluppo di ciascuno e di tutti.

 

Appare evidente che unaltra delle questioni fondamentali per la scuola dei prossimi anni sar la capacit di mettere a punto percorsi e proposte volte a favorire lintegrazione degli alunni fra di loro e in particolare degli alunni  provenienti da paesi e da culture diverse. E evidente che una della grandi sfide della scuola di oggi quella di sapere  promuovere forme nuove di inserimento e di integrazione di alunni stranieri. Non si tratta solo di prevedere percorsi per migliorare la conoscenza della lingua italiana o di far conoscere agli alunni le regole della convivenza civile, si tratta anche di ideare percorsi e proposte che valorizzino la diversit come  possibilit di arricchimento reciproco e favoriscano lintegrazione attraverso una maggiore consapevolezza della propria identit ed un profondo rispetto dellidentit altrui.

 

 Poich la scuola interpellata da queste nuove presenze, diventa importante  lavorare con gli alunni perch acquisiscano strumenti, abilit e competenze per diventare sempre pi se stessi e futuri adulti consapevoli. La scuola diventa palestra di vita, luogo in cui orientare le proprie scelte e crescere nellassunzione di doveri e nella gestione dei diritti. Infatti la Scuola Secondaria di 1 grado mira allorientamento di ciascuno, vuole favorire liniziativa del soggetto per il suo sviluppo fisico, psichico e intellettuale, intende metterlo nelle condizioni di definire e conquistare la propria identit di fronte agli altri e di rivendicare un proprio ruolo nella realt sociale, culturale e professionale.

 

Occorrono interventi specifici in ambito curricolare o extracurriculare con soluzioni innovative, percorsi di integrazione, di partecipazione per far crescere lautocoscienza, la responsabilit e lassunzione di diritti e di doveri.

Proporre interventi in queste due direzioni significa innalzare la qualit delle nostre scuole, dare speranza a famiglie molto spesso sole o isolate con il loro problema; significa promuovere percorsi e progetti in cui laltro, il diverso, non pi concepito come problema, ma come risorsa, come possibilit di arricchimento.

Intervenire in queste direzioni non solo uno dei compiti fondamentali per la scuola, ma il modo migliore per garantire il successo formativo a tutti gli alunni che impareranno nella classe e nella scuola a sperimentare forme di accoglienza, di apertura allaltro, di acquisizione di abilit e competenze nella direzione della partecipazione e della responsabilit.

La sfida che impegner la scuola dei prossimi anni troppo importante da essere disattesa. Solo forme rinnovate di apprendimento e di vita di classe potranno garantire a tutti gli studenti pari possibilit e pari opportunit.

 Gli interventi che il progetto intende attuare hanno anche lo scopo di migliorare il clima nella scuola, ma la ricaduta benefica di tale progetto sar vissuta anche dalle famiglie, dal quartiere e dallintera citt che imparer dai pi piccoli a vivere la cooperazione, laccoglienza e  la diversit  come ricchezza.

Se la scuola inoltre con opportuni interventi riuscir a migliorare liter formativo di alcuni dei propri allievi, non solo avr contribuito a costruire individui pi sereni, pi consapevoli e meglio inseriti nella societ, ma avr anche collaborato, per la parte di sua competenza, ad affrontare il difficile compito della prevenzione della devianza minorile e avr svolto cos il proprio peculiare ruolo sociale.

Ostacoli

Realizzare unazione complessiva su questa tipologia di problemi cosa decisamente gravosa per la scuola, che, proprio per la mancanza di fondi istituzionali atti a risolvere queste problematiche, sino ad oggi ha dovuto arrangiarsi da sola o basarsi sulla buona volont di alcuni docenti.

I fondi infatti a disposizione della scuola sono totalmente insufficienti per realizzare interventi adeguati per i ragazzi problematici, per favorire lintegrazione degli alunni di recente immigrazione, per aiutare lacquisizione di una propria identit e di scelte future consapevoli.

 

Nelle scuole della citt di Modena, con il sostegno di Fondazioni, di Enti Locali o di altre organizzazioni e amministrazioni, sono stati messi in atto nuovi percorsi educativi per tutti gli allievi e percorsi specifici per i ragazzi problematici.

Sempre pi spesso questi percorsi hanno visto come protagoniste anche le famiglie: gruppi di genitori disponibili a collaborare e a offrire il proprio tempo e le proprie competenze per arricchire le proposte che le Scuole offrono ai ragazzi.

 

Vista la positivit dellesperienza precedente, si sentita lesigenza di attivare una nuova proposta che intervenga con seriet ed efficacia anche su un altro tipo di disagio e renda pi vere per gli alunni le parole identit, orientamento, cittadinanza.

 

Chi promuove il progetto

La Rete di Coordinamento degli Insegnanti   

 Nell anno scolastico 2002-2003 si creato un coordinamento tra insegnanti referenti delle Scuole Secondarie di 1 Grado della citt di Modena, con il supporto del Centro di Documentazione Educativa del Comune (ora denominato Memo), proprio allo scopo di individuare le strategie migliori e unire le forze e le risorse.

Il coordinamento si proposto di dare sistematicit a percorsi didattici studiati dalle singole scuole, di metterli in rete e di rimuovere gli ostacoli incontrati cos da giungere a soluzioni comuni.

 

Il Coordinamento dei Comitati Genitori

Anche allinterno del Coordinamento dei Comitati Genitori delle Scuole Medie di Modena cresciuta lattenzione e la sensibilit per le iniziative gi proposte in diverse Scuole, viste positivamente sia come arricchimento dellofferta formativa della Scuola, sia come elemento di promozione della collaborazione tra Scuola e famiglie in un contesto di progetti educativi condivisi.

 

Il coordinamento degli insegnanti assieme a quello dei genitori, con il contributo delle rispettive competenze, ha formulato un progetto complessivo di intervento comune alle varie scuole, che, unitario nelle linee essenziali, assume articolazioni diverse a seconda delle realt delle singole scuole.

E un progetto che, con tali prospettive e diffusione, intende rivolgersi ad Enti pubblici e privati per trovare le forme di sostegno e i finanziamenti indispensabili per concretizzarsi e svilupparsi.

 

 

 

Le Scuole aderenti al progetto

 

Per lanno scolastico 2006-2007, aderiscono al progetto tutte le Scuole medie della citt di Modena e cio :

-       Calvino

-       Carducci

-       Cavour

-       Ferraris

-       Guidotti

-       Lanfranco

-       Marconi

-       Paoli

-       S. Carlo

La partecipazione al progetto delle 9 Scuole fa s che siano coinvolti nelle attivit pi di 4000 alunni.

 

Nove progetti per un unico grande progetto

 

Facendo riferimento al progetto-quadro elaborato di comune accordo, le singole Scuole, nella loro piena autonomia, elaboreranno e definiranno nel mese di settembre i progetti di dettaglio, individuando le azioni, comuni e/o particolari, pi idonee per portare al successo liniziativa.

 

 

Novit del progetto

 

Questo progetto viene  presentato agli Enti competenti perch venga validato e reso attuabile attraverso opportune forme di sostegno e finanziamento.

 

Si sottolinea la novit e limportanza di questo progetto per i seguenti motivi:

-       per il quarto anno nove Scuole Secondarie di 1 Grado della citt presentano un progetto comune;

-       nelle scuole si instaura labitudine di unire le forze per affrontare gli ostacoli economici che si frappongono alla realizzazione di un nuovo percorso educativo;

-       si d seriet e correttezza scientifica alla sperimentazione perch i risultati verranno continuamente monitorati sia dai coordinamenti genitori-insegnanti sia da un  comitato scientifico;

-       si affrontano problemi di grande rilevanza culturale e sociale, che nellattuale funzionamento della scuola non trovano ancora soluzioni adeguate.

 

Obiettivo generale per il progetto

 

Fornire alla rete delle scuole secondarie di 1 grado della citt risorse e supporti utili a intervenire per:

 

-       aiutare gli alunni a prendere consapevolezza dellimportanza dellaltro per conoscere e diventare se stessi

-       sollecitare ogni ragazzo a trovare una propria identit

-       far operare ad ogni alunno scelte future consapevoli e coerenti con le proprie capacit e attitudini

     -   favorire la partecipazione attiva alla vita della scuola

-       rendere gli alunni protagonisti attraverso lassunzione di diritti e di doveri

-       favorire lintegrazione degli alunni provenienti da altri paesi e da altre culture

-   sperimentare una metodologia di intervento sul problema del disagio in modo da migliorare la situazione degli alunni in difficolt e modificare di  conseguenza anche la realt complessiva delle scuole coinvolte nella sperimentazione

-   giungere a stabilire protocolli di azione che possano essere riproposti in altre scuole della provincia e della regione ed eventualmente diffusi a livello nazionale

 

Obiettivi specifici per le singole scuole

 

Far in modo che nelle scuole interessate al progetto siano messe in atto azioni mirate a:

Per quanto riguarda la prevenzione del disagio:  

-       laboratori con particolari attrezzature per migliorare lintegrazione degli alunni in difficolt (dislessia, disgrafia, ecc)

-       laboratori pomeridiani  gestiti da genitori

-       laboratori pomeridiani gestiti da esperti, in cui inserire in modo mirato ragazzi con forte disagio

-       laboratori operativi  a piccolissimo gruppo per ragazzi problematici

-       laboratori operativi a classi aperte in orario curricolare

-       forme di tutoraggio

-       forme di accoglienza e di apprendimento tra pari gestite dagli alunni e coordinate dagli insegnanti (coinvolgendo anche alunni delle scuole superiori a cui riconoscere crediti scolastici)

-       forme di studio guidato per recuperare conoscenze disciplinari o abilit trasversali attuate da docenti della scuola o esterni.

Per quanto riguarda gli alunni stranieri:

-       attivit curricolari di didattica interculturale.

-       corsi di alfabetizzazione di italiano e/o interventi di consolidamento linguistico o matematico

-       laboratori pomeridiani multietnici (cucina, danza) gestiti anche da genitori stranieri.

-       creazione di uno spazio specifico per gli interventi didattici sugli alunni stranieri (laboratorio linguistico) con computer, lettore video e dvd, macchine fotografiche e altri materiali e testi specifici.

 

 

Si precisa che le singole scuole attueranno solo i tipi di intervento che saranno scelti dai rispettivi Collegi Docenti, in base alle risorse ed alla realt della propria scuola.

 

Destinatari

I destinatari sono tutti gli alunni della scuola, con un attenzione particolare a:

- gli alunni con disagio culturale e sociale

- gli alunni di recente immigrazione

 

Quali tipi di intervento per i ragazzi

 

Si propongono qui di seguito alcuni tipi di intervento che sono stati sperimentati con buoni risultati negli anni scolastici precedenti e sui quali stato raggiunto un accordo allinterno del coordinamento.

Si precisa che le singole scuole attueranno tutti i tipi di intervento prospettati o solo alcuni a seconda della realt della propria scuola.

 

Laboratori pomeridiani e facoltativi per tutti gli alunni gestiti da genitori e da esperti

 

Come forma di intervento vengono indicati per primi questi laboratori che riguardano tutti i ragazzi della scuola perch essi costituiscono un substrato indispensabile per lattivit specifica sui ragazzi problematici.

 

La motivazione per la creazione di questi laboratori trae origine dal fatto che da qualche anno si iniziato a pensare di fare della scuola non solo il luogo privilegiato degli apprendimenti cosiddetti curricolari (e spesso teorici), ma anche un luogo in cui i ragazzi potessero trovare un ampio spettro di offerte formative che li staccasse da pomeriggi tutti invasi dalla presenza totalizzante della televisione.

Questi laboratori pomeridiani danno la possibilit a tutti gli allievi  di ampliare il campo delle proprie competenze e di verificare o maturare interessi ai quali dedicarsi in futuro; fanno percepire la scuola come un luogo positivo di crescita personale.

Cosa sono?

Vengono date competenze nei settori pi vari (cucina, creta, decoupage, areomodellismo, giornalismo ecc ).

Si svolgono in un pomeriggio alla settimana per due ore, oppure al mattino nelle scuole in cui esiste la flessibilit oraria.

Sono gestiti a titolo gratuito da genitori o nonni che si dichiarano disponibili ad offrire ai figli degli altri le proprie competenze .

Tra laltro questa partecipazione permette di creare interessanti e positivi rapporti tra generazioni e fra famiglie e Scuola.

In alcuni casi i laboratori vengono gestiti da insegnanti o esperti pagati con il fondo di istituto.

 

Questo tipo di laboratori stato organizzato gi da alcuni anni in alcune scuole della citt con esito molto positivo perch gli alunni partecipano numerosissimi e seguono in modo costante quello che viene loro proposto. 

Questi laboratori, oltre ad avere finalit che interessano tutti gli allievi, generano unatmosfera positiva e creano il presupposto perch possano essere organizzati laboratori specifici per i ragazzi problematici senza che questi assumano un carattere ghettizzante e quindi controproducente.

 

Laboratori operativi  in orario curricolare

In alcune scuole queste attivit laboratoriali vengono svolte in orario curriculare.

A volte sono moduli di laboratori operativo-espressivi opzionali alternati a moduli di attivit disciplinari, realizzati attraverso attivit a classi aperte e gruppi cooperativi.

Altre volte sono laboratori operativi per ragazzi problematici a piccolissimo gruppo, guidati da docenti della scuola.

 

 

AMPLIARE LOFFERTA FORMATIVA

 

Nelle scuole che intendono muoversi nella direzione suesposta indispensabile che si realizzino al mattino attivit che hanno lo scopo di creare unatmosfera complessiva atta a favorire gli interventi specifici e prevenga il disagio.

Per esempio:

- attivit di accoglienza realizzata in modo continuato nei primi mesi e momenti di accoglienza durante lanno volti ad evitare linstaurarsi di dinamiche di emarginazione;

- attivit che abbiano lo scopo di facilitare la conoscenza reciproca e la valorizzazione delle diversit.

 

 

 

Ridefinire e migliorare alcuni momenti nodali dellattivit della scuola

 

Inoltre la formazione delle classi deve assolutamente rispondere ai criteri di equieterogeneit (gruppi classe ugualmente-diversi), perch dove questo non succede e gli allievi problematici si accumulano in una stessa classe, molto pi difficile intervenire.

Lesperienza ha dimostrato che un allievo in difficolt inserito in un contesto positivo migliora immediatamente, mentre due o pi alunni disagiati nello stesso gruppo si rinforzano a vicenda e gli aspetti negativi vengono esaltati.

 

Attivit di formazione

Fondamentale rimane la formazione degli insegnanti e dei genitori coinvolti..

Sono previsti momenti di formazione a settembre 2006 per i docenti delle scuole interessate sui temi dellaccoglienza e delle eventuali attivit che si possono svolgere allinterno del Progetto.

Verranno promossi inoltre momenti di formazione e di confronto per i genitori su temi educativi e sulla collaborazione tra la Scuola e la famiglia.

 

Acquisto di materiale

 

Il progetto prevede soprattutto un investimento sia in risorse umane che in attrezzature e materiali.

Viene preventivato comunque lacquisto di materiale specifico e di consumo a seconda delle attivit svolte.

 

Un impegno che dura nel tempo

 

Il percorso che ha condotto a questo progetto iniziato ormai da diversi anni.

La sperimentazione delle attivit e della metodologia da mettere in atto non pu esaurirsi n nel corso di un unico anno scolastico, n nello stretto ambito scolastico.

Per consolidare lesperienza le Scuole che hanno aderito al progetto simpegnano a portare avanti le iniziative per almeno tre anni condividendo verifiche, correttivi e nuove idee.

I tre anni saranno anche utilizzati per coinvolgere nel progetto le altre realt operanti sul territorio.

Si auspica che anche gli Enti che sostengono e finanziano il progetto vogliano dare il proprio contributo per tutto il triennio di attuazione.

 

 

 
Obiettivi a lungo termine

 

 

Pur partendo dallutilizzo di uno spazio/tempo ben definito allinterno delle attivit scolastiche (quello dellampliamento dellofferta formativa con la promozione di attivit pomeridiane) resta la convinzione e lambizione che gli obiettivi vadano oltre, sia allinterno della Scuola, sia circa il ruolo che questa gioca nella societ e nel suo rapporto con le altre realt territoriali.

 

La Scuola sia osservatorio privilegiato per la valutazione dei fenomeni di disagio e di emarginazione,sia contesto ottimale per la creazione di attivit socio-educative di prevenzione.

Da qui lesigenza di affrontare il problema con la prospettiva che tale azione divenga unoccasione di crescita e di miglioramento per tutta la societ.

 

Tale prospettiva, dunque, non pu che passare attraverso unazione progettata e coordinata che coinvolga tutta la comunit locale nelle sue molteplici componenti istituzionali (famiglie, scuola, enti locali, servizi sociali, chiesa, polisportive, forze dellordine, volontariato, ) e pi specificamente negli adulti-educatori che le incarnano (genitori, insegnanti, animatori, obiettori di coscienza, allenatori, assistenti sociali, vigili urbani e operatori della sicurezza, )

Il progetto va proiettato perci su un arco di tempo di tre anni.

Lambito di detto intervento deve coprire inoltre tutte le et, dallinfanzia alla adolescenza compiuta, (dalla materna alle medie superiori) sfruttando come luogo privilegiato di proposta e continuit dellintervento stesso la scuola.

Per tutto questo la Scuola non pu sottrarsi ad una riflessione pi profonda  su tutta la propria proposta, mettendo in gioco anche le normali attivit curricolari del mattino.

 

 

ORGANI DI PROGETTAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

 

Comitato scientifico

 

Tutta liniziativa verr seguita da un comitato scientifico formato da esperti di educazione e da insegnanti e dirigenti scolastici e genitori rappresentanti dei rispettivi coordinamenti, che si occuper di monitorare la sperimentazione, di valutarne lefficacia metodologica tenendo conto delle conoscenze diffuse nella comunit scientifica. Controller anche che la qualit dei risultati corrisponda alle linee fondanti del progetto, le quali resteranno di unica competenza del gruppo di progetto che far riferimento costante ai rispettivi collegi e comitati e ai dirigenti scolastici delle scuole interessate.

Tale Comitato ha il compito di garantire, nei confronti dei destinatari che ne usufruiranno (gli alunni e le loro famiglie) e nei confronti degli Enti Finanziatori, la corretta realizzazione del progetto in conformit agli obiettivi previsti.

 

Sar presieduto dal Dirigente Scolastico, prof. Giovanni Campana, Preside della Scuola Capofila Paoli – S.Carlo.

 

Gestione pedagogico - didattica del progetto

 

Il gruppo di lavoro che seguir il progetto nel suo complesso per quel che riguarda laspetto didattico o educativo sar composto:

- dagli insegnanti della Rete di Coordinamento;

- dai genitori del Coordinamento;

Questo gruppo di progetto in riunione collegiale paritetica decider la linea pedagogico-didattica del progetto e la sottoporr al giudizio del Comitato Scientifico.

Il gruppo operer tramite incontri periodici, con eventuali attivit demandate a sottogruppi di lavoro e avvalendosi di un sito internet per lo scambio e la condivisione di documenti e informazioni.

Il coordinamento metodologico, gestionale e per la valutazione del progetto

 

Questo un progetto ampio sia perch si pone come esperienza pilota da approfondire e continuare nel tempo e da offrire ad altre realt territoriali, sia per i seguenti elementi che lo rendono complesso:

-       il numero dei soggetti coinvolti;

-       lonere organizzativo per le singole Scuole;

-       lesigenza di predisporre documentazione chiara, coerente e condivisa;

-       gli obiettivi a medio e lungo termine e la programmazione triennale del progetto;

-       la scelta di migliorare la proposta confrontandosi con altre realt;

-       la necessit di garantire concretezza e trasparenza con strumenti di valutazione appropriati;

-       la scelta di voler arrivare a definire e documentare una metodologia diffondibile ed esportabile.

 

Data la complessit del progetto e limpegno che si rende necessario per la sua buona riuscita, si scelto di creare un organismo  volto a garantire il coordinamento scientifico, metodologico, gestionale del progetto e una corretta valutazione dei risultati.

Questo organismo sar costituito dal Comitato Scientifico e da un equipe di tecnici capaci di sostenere le Scuole (le segreterie e gli insegnanti coordinatori).

 

La segreteria del gruppo di lavoro della Rete degli Insegnanti e del Coordinamento dei Comitati Genitori sar affidata ad un collaboratore del Centro MEMO del Comune di Modena.

 

Impegni a cui devono attenersi le scuole

 

Ogni scuola deve impegnarsi a realizzare tutte le attivit previste dal proprio progetto, comprese le attivit socializzanti da svolgere al mattino e lattivit di formazione.

 

Deve inoltre inserirle nel POF e avere ladesione del Collegio Docenti e del Consiglio dIstituto.

 

Deve nominare le persone disponibili a costituire il team organizzatore.

 

Deve impegnarsi a diffondere il progetto tra i genitori e cercarne il coinvolgimento.

 

Deve garantire di attuare la formazione classi nei termini suesposti (equieterogeneit).

 

Nel progetto e nella richiesta di finanziamento lo spazio dato allacquisto di materiale dovr essere strettamente collegato alle attivit e alle metodologie utilizzate

 

 

LE PARTNERSHIP
Il sostegno e le adesioni degli Enti Pubblici Locali

 

Il progetto verr presentato agli Enti Locali competenti:

-       Assessorato alla Scuola e alla Formazione della Regione Emilia-Romagna,

-    Assessorato allIstruzione del Comune di Modena,

-       Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Modena,

-       Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Modena,

-       Assessorato allIstruzione della Provincia di Modena

-       Centro Servizi Amministrativi di Modena del Ministero dellIstruzione.

 

 

 

La ricerca di partnership e finanziamenti

 

Come evidenziato, ci che finora ha frenato le Scuole nella promozione di attivit specifiche stata lassoluta carenza di fondi.

La ricerca di partnership non derivata, per, solo dalla necessit di reperire risorse economiche.

Altro motivo deriva dallesplicita volont di coinvolgere tutti i soggetti operanti nel contesto sociale modenese.

Qualora i fondi risultassero insufficienti, le Scuole saranno chiamate a portare riduzioni proporzionali alle attivit previste e inversamente proporzionali al numero di classi dei singoli plessi coinvolti.

 

La diffusione degli obiettivi, delle metodologie e dei risultati

 

Dati gli obiettivi del progetto, chiaro che ruolo fondamentale avranno le diverse iniziative per presentare e diffondere la sperimentazione e i suoi esiti.

Si promuoveranno incontri con altre Scuole della provincia e con le realt locali (agenzie, associazioni) che affrontano quotidianamente le medesime problematiche.

In particolare, nel mese di maggio 2007 si intende promuovere un momento pubblico quale atto conclusivo del primo anno di attuazione.