IN COSA CONSISTE IL PROGETTO


Idee di fondo

Nella definizione del progetto siamo partiti da alcune idee di fondo:

1° Fare prevenzione e non agire sulla situazione già difficile o esplosiva
La scuola deve fare prevenzione, in modo che il disagio non si determini
o, se si è già determinato, non si amplifichi. Non bisogna attendere che i problemi
si ingigantiscano o giungano al punto di non ritorno: i problemi devono essere affrontati per tempo.

2° Come fare prevenzione?
Per prevenire il disagio bisogna far star bene tutti i ragazzi .
Predisponendo percorsi educativi per tutti, si aiutano anche i ragazzi in difficoltà senza creare situazioni ghettizzanti. All’interno di un contesto più ampio si possono poi prevedere attività specifiche per gli alunni con problemi .

3° Aiutare i ragazzi in difficoltà significa far star bene tutti
Migliorare l’itinerario scolastico dei ragazzi in difficoltà non è solo uno dei compiti irrinunciabili di qualsiasi istituzione scolastica, ma è anche una via obbligata per migliorare il percorso di tutti gli altri allievi che così si troveranno a vivere in una situazione più serena.


Nel costruire poi il Progetto abbiamo tenuto presenti due valori fondamentali:

A) L’UNITA’ EDUCATIVA
Per cercare di aiutare un ragazzo in difficoltà, non bastano interventi sporadici o isolati; la situazione più adeguata è quella di una unità educativa di adulti con obiettivi chiari e condivisi.
Il percorso progettato per l’allievo problematico viene innanzi tutto pensato attraverso un raccordo tra più operatori: l’insegnante coordinatore del progetto, alcuni insegnanti della classe, gli educatori dei servizi sociali se il ragazzo è già seguito da loro, l’esperto o il docente o il genitore che condurrà il laboratorio o altro percorso specifico, gli stessi genitori del ragazzo (quando possibile).

B) L’UNITA’ NELLA DIVERSITA’
Si è partiti da un bisogno reale (il disagio scolastico) e, valorizzando esperienze precedenti, si è creato un Progetto per cercare di affrontarlo. Ma, pur nell’unità di intenti e in un quadro di riferimento unitario, ogni scuola ha potuto esprimere un alto livello di autonomia ed ha scelto tra i diversi possibili interventi quelli che le sono parsi più adeguati o realizzabili, tenendo conto della sua storia e delle risorse umane a sua disposizione.


A questo punto vorrei presentare in sintesi i vari tipi di interventi attuati dalle Scuole aderenti al Progetto:

1° tipo di intervento :
Laboratori pomeridiani per tutti gli scolari
Sono laboratori molto operativi che si propongono a tutti i ragazzi della scuola. Sono liberi e facoltativi e intendono offrire uno spazio pomeridiano interessante e coinvolgente, oltre che socializzante. In due scuole questo tipo di esperienza è stato sostenuto a livello volontario da un folto numero di genitori che hanno messo a disposizione per mesi alcune loro specifiche competenze. I genitori sono apparsi una risorsa fondamentale, non tanto e solo per il risparmio economico, ma soprattutto per la costituzione di una vera Comunità Educante. Per questo si può dire che, anche se la scuola avesse molti fondi, la presenza dei genitori andrebbe comunque sempre suggerita e privilegiata.


2° tipo di intervento :
Laboratori specifici
Sono laboratori in cui vengono opportunamente convogliati i ragazzi indicati dal Consiglio di Classe.
Questi laboratori solamente in alcune situazioni particolari vengono frequentati solo da ragazzi problematici; in quasi tutte le scuole sono frequentati da gruppi misti di ragazzi problematici e non.
Dopo anni di esperienze si è constatato infatti che si raggiungono risultati molto positivi, se i laboratori hanno questa configurazione “mista”.
In alcune scuole si svolgono in concomitanza con i laboratori pomeridiani facoltativi gestiti dai genitori. Questa concomitanza è utile per evitare possibili situazioni ghettizzanti.
Uno dei cardini per il buon risultato dei laboratori è che vi si devono svolgere attività operativo - manuali in cui i ragazzi vedano un risultato immediato del loro lavoro e di conseguenza possano acquisire autostima. Valorizzare la “cultura del fare” è importante per tutti gli scolari, ma in particolar modo per coloro che sono ormai abituati ad insuccessi scolastici o vivono un disagio sociale. L’obiettivo non è comunque costruire un’oasi di benessere, ma , partendo da una ritrovata autostima, iniziare un percorso scolastico nuovo, in modo che la Scuola possa offrire anche a loro le basi culturali necessarie alla vita.

E’ importante pertanto il raccordo tra gli insegnanti dei laboratori e quelli curricolari perché gli allievi abbiano la percezione che gli aspetti positivi evidenziati durante il laboratorio vengono presi in considerazione dal Consiglio di Classe e si sentano rassicurati.
Questo collegamento è stato attuato solo in parte e soprattutto nelle scuole dove già da tempo si realizzano i laboratori facoltativi gestiti da genitori , perché il raccordo tra il momento laboratoriale pomeridiano e quello curricolare è una consuetudine che si costruisce gradualmente.


3° tipo di intervento :
Percorsi individualizzati ( tutoraggio)
Sono stati pensati e realizzati, in quasi tutte le scuole, percorsi individualizzati in cui un allievo (o due o tre al massimo) viene seguito, per lo più al mattino, da un insegnante o un educatore esterno.
Il compito di quest’insegnante è quello di ascoltare, di stringere contratti formativi,
di aiutare per l’orientamento, di inquadrare e ridimensionare sconfitte educative spesso vissute da quei ragazzi come drammi .
Il ragazzo si sente accompagnato e capito, ha l’opportunità di parlare delle sue difficoltà se ne ha voglia, è sostenuto nei piccoli passi di miglioramento comportamentale o scolastico.


4° tipo di intervento :
Sportello di consulenza psicologica e di ascolto
Si tratta della realizzazione di uno spazio in cui, con cadenza settimanale, uno psicologo svolge un ruolo di consulenza ad insegnanti, genitori, educatori per la definizione di interventi mirati per gli alunni più difficili.
In alcuni casi, previo accordo con genitori e insegnanti, si potrebbe trattare anche più semplicemente di uno sportello di ascolto per i ragazzi che vogliano accedervi.
E’ un tipo di intervento in via di definizione ed è stato sperimentato solo nelle sue fasi iniziali presso una scuola.


5° tipo di intervento :
Attività di recupero
Per i ragazzi motivati, ma con lacune nella preparazione di base, sono state attuate attività di recupero delle abilità trasversali o di conoscenze disciplinari sia in orario curriculare sia pomeridiano. Per lo più sono stati organizzati tanti gruppi quante erano le classi, perché l'esperienza ha evidenziato che questo tipo di intervento è proficuo soprattutto se viene attuato su piccoli gruppi di alunni della stessa classe. In due scuole, però, sono state fatte esperienze positive anche con gruppi di alunni provenienti da classi diverse.
In questo modo il ragazzo si sente aiutato e incoraggiato, migliora l’autostima e, come si sa, queste dinamiche fanno scattare meccanismi positivi per l’apprendimento.

Fondamentale in questo tipo di attività è la presenza degli stessi docenti del ragazzo o almeno lo stretto raccordo con gli insegnanti curricolari .
Il recupero è stato realizzato da 5 scuole, perché in altre vi è l’esperienza del tempo prolungato.

Le attività di recupero contribuiscono a rendere più serena la vita della classe e della stessa scuola perché diminuisce il numero dei ragazzi con un senso di frustrazione o di abbandono a livello scolastico. Il recupero è inoltre molto apprezzato anche dai genitori degli scolari interessati.

Umberto Barozzi
Insegnante del Coordinamento





SCUOLA MEDIA STATALE “Lanfranco – Guidotti ”
sede GUIDOTTI-MISTRALI


anno scolastico 2003 – 2004


Resoconto sull’attività svolta nell’ambito del
progetto “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica”

1 - DATI GENERALI

1.1 COLLABORAZIONI
Oltre ai Docenti della scuola hanno collaborato:
- personale professionalmente qualificato per la conduzione di alcuni laboratori
- un mediatore culturale volontario
- personale di segreteria e collaboratori scolastici

1.2 DOCENTE REFERENTE
Rinaldi Carla e-mail carlarinaldi@inwind.it


2 - STRUTTURA E CONTENUTI

2.1 SINTETICA DESCRIZIONE ED OBIETTIVI
Obiettivi :
far acquisire capacità di :
- interagire positivamente con coetanei ed adulti
- autovalutare i propri comportamenti, capacità e competenze
- modificare il proprio comportamento nell’interazione col gruppo
- comprendere le differenze fra culture accettandone i valori positivi
- acquisire autocontrollo prassico , emotivo, comportamentale
- sviluppare capacità creative

Descrizione
Flessibilità oraria
Alle 30 unità orarie curricolari è stata aggiunta il martedì una sesta unità (sei moduli di 50 minuti) utilizzata dai Docenti della scuola per un Recupero formativo e disciplinare.
L’attività si è svolta per 20 settimane. Ogni alunno ha partecipato alternativamente a 10 moduli di laboratori espressivi opzionali e a 10 moduli di recupero in varie aree.
Compresenza
Ha comportato la presenza contemporanea, per un massimo di 10 ore, degli insegnanti di lettere e matematica che ha permesso una risposta immediata ai bisogni emersi in itinere.
Integrazione attuata:
- con ragazzi (soprattutto di altre nazionalità in continuo ingresso), che ancora non posseggono le competenze di base della lingua italiana soprattutto in funzione comunicativa;
- con gli alunni portatori di disagi psicofisici - comportamentali per i quali, dalle istituzioni scolastiche, sono previste ore di appoggio decisamente inferiori alle necessità per il recupero e
l’integrazione nel gruppo classe e nella società in senso lato.
Laboratori pomeridiani di recupero disciplinare, condotti dai docenti interni.
Laboratori pomeridiani facoltativi incentrati su operatività – creatività - espressività, con l’apporto di esperti professionali e di docenti interni per attività individualizzate e assistite (vedi elenco al punto 2.4).

2.2 DESTINATARI
Tutti gli alunni (415).



2.3 ANNO/ANNI DI REALIZZAZIONE
Il progetto, nell’attuale completezza e organicità, è già stato attuato nell’anno scolastico 2002-2003 (le attività di flessibilità oraria e i laboratori pomeridiani facoltativi risalgono all’anno scolastico 1998-99 ma è stato possibile effettuarli perché sovvenzionati dai fondi dell’autonomia scolastica ).

2.4 AZIONI REALIZZATE
Laboratori
Laboratori opzionali nell’ambito della flessibilità
Tipologia: artistico - espressiva, musicale, fisico - motoria, socio – relazionale.
Classi prime:
Tecniche artistiche, tecniche espressive, intercultura e danze etniche, laboratorio teatrale, “Storie da 1000 e 1 notte”, laboratorio pratico creativo, “L’amicizia si fa insieme”, canto corale, musica e immagine.
Classi seconde:
“Modellare per far festa”, “Word Games”, “Ivanhoe…storia di un braveheart”, musica e multimedialità percussioni, intercultura e danze etniche, “Piccoli scrittori crescono”, tecniche miste artistico – espressive.
Classi terze
“Facciamo le scatole”, laboratorio di manualità, laboratorio di fotografia, “American music History”, “Et,si on, jouait ?”, libertà manuali, laboratorio elettrico.
Laboratori disciplinari
Tipologia: lettere e matematica – inglese.
Laboratori opzionali pomeridiani:
Tipologia: aeromodellismo, stampa d’arte, decoupage, falegnameria, giornalismo.



3 - ELEMENTI CARATTERIZZANTI

3.1 MOTIVAZIONI DELL’INIZIATIVA
- Incidere sulle aree di difficoltà relazionali e di apprendimento per mezzo di iniziative di recupero trasversale e non prettamente disciplinare.
- Perseguire un insegnamento individualizzato con valenza orientativa mediante l’aggiornamento del tradizionale impianto scolastico.
- Perseguire il successo formativo e didattico attraverso strategie fortemente interattive e l’uso di nuove tecnologie.
- Prevenire il disadattamento sociale favorendo l’integrazione degli alunni stranieri.

3.2 RISULTATI ATTESI
- Creare le migliori condizioni psicologiche e ambientali per lo sviluppo delle potenzialità dell’alunno.
- Favorire il successo formativo di tutti gli alunni.
- Favorire lo sviluppo delle capacità di autocontrollo.
- Favorire l’integrazione degli alunni stranieri.
- Rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali.
- Condurre l’alunno a una chiara conoscenza di sé e all’acquisizione della propria identità.
- Favorire il processo di autostima.
- Favorire il processo di orientamento.
- Ottenere un forte consenso in termini di presenze.

3.3 RISULTATI RAGGIUNTI
- Ricaduta nella vita relazionale della classe.
- Ricaduta sull’autostima e la sicurezza individuale.
- Maggior controllo dell’aggressività.
- Acquisizione di maggiori capacità di autovalutazione.
- Inserimento graduale degli alunni stranieri nel contesto scolastico e sociale.
- Orientamento nelle scelte per il successivo livello scolastico.
- Ricaduta nell’organizzazione individuale del lavoro.
- Ricaduta disciplinare.

3.4 PUNTI CRITICI
- Costi economici.
- Mole di lavoro necessaria sia per la realizzazione del progetto che per l’ampliamento e il rinnovamento sia metodologico che contenutistico.

3.5 PUNTI DI FORZA
- Allargamento dell’orario curricolare ad attività strutturate e continuative di individualizzazione e recupero formativo.
- Attivazione di moduli didattici integrativi articolabili sia nel tempo sia nell’organizzazione.
- Approccio metodologico fortemente interattivo.
- Uso di tecniche multimediali.
- Articolazione delle attività per classi aperte e gruppi cooperativi.
- Impostazione interculturale.
- Disponibilità e coinvolgimento quasi totale dei Docenti per la realizzazione delle varie fasi del progetto.

3.6 EVENTUALI ULTERIORI OSSERVAZIONI
Particolarmente gratificante è l’approvazione dei genitori che hanno più volte espresso il loro timore per un’eventuale possibilità che “l’esperimento” abbia termine, ma soprattutto è appagante verificare come i ragazzi coinvolti sentano che veramente si sta facendo qualcosa di importante per loro che li induce a assumere conseguentemente un atteggiamento più responsabile e produttivo.



1 Maggio 2004




Prof. ssa Carla Rinaldi




SCUOLA MEDIA STATALE di Modena “CAVOUR – CALVINO”


anno scolastico 2003 – 2004


Relazione finale sul progetto “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica”



La Scuola Cavour, sedi Cavour e Calvino, ha partecipato alla fase di preparazione del Progetto ed ha condiviso col Gruppo di Coordinamento le motivazioni che hanno portato alla sua formulazione, oltre che le proposte applicative suggerite dalle varie scuole per affrontare la dispersione scolastica e prevenire il disagio.

Utilizzando finanziamenti erogati dall'Assessorato Istruzione del Comune di Modena, le due sedi scolastiche hanno quindi realizzato attività laboratoriali e di supporto agli allievi mirate al raggiungimento delle finalità di benessere e prevenzione stabilite nel Piano dell'Offerta
Formativa d'Istituto. Il percorso è stato attuato con sostanziale condivisione delle linee programmatiche indicate dal Progetto a livello cittadino.

Nell'A.S. in corso entrambe le nostre Scuole hanno partecipato ai momenti di monitoraggio, confronto e formulazione di proposte che sono stati organizzati dalla rete delle Scuole presenti sul territorio del Comune di Modena.

I Docenti hanno espresso soddisfazione per le azioni che è stato possibile programmare e realizzare, valutando positivamente la possibilità di agire in modo mirato con interventi diversificati a favore dei casi di alunni bisognosi di attenzione e di programmazione individualizzata. Positivo è risultato anche il valore aggiunto rappresentato dalla flessibilità degli interventi suddetti, come correttivo delle non altrimenti eliminabili rigidità strutturali dell'organizzazione scolastica.

La componente dei genitori è stata informata delle possibilità offerte alla Scuola, anche a livello di finanziamenti, ed è stata resa partecipe della progettazione dei percorsi che i Docenti hanno realizzato, dimostrando apprezzamento e soddisfazione.

In conclusione quella che emerge è una valutazione positiva dell'esperienza, a conferma che il contributo congiunto e fattivo di tutte le componenti coinvolte nelle problematiche relative al benessere e alla prevenzione del disagio nei nostri giovani può attivare sinergie "virtuose" che contrastino fenomeni preoccupanti sempre più presenti nella fascia di età dei nostri alunni.

La positività della valutazione espressa depone inoltre a favore di una prosecuzione dell'esperienza nei prossimi A.S.


19 maggio 2004

Il Preside inc.
Prof. Emilio Gualtieri








SCUOLA MEDIA STATALE di Modena “CARDUCCI - SAN DAMASO”


anno scolastico 2003 - 2004


Resoconto sull’attività svolta nell’ambito del
progetto “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica”




Il Progetto “PER UNA SCUOLA CHE SA ACCOGLIERE” ha avuto piena attuazione presso la Scuola Media Statale “G. Carducci” e la succursale “Sola” di San Damaso.
In particolare sono stati attuati:

ÿ 18 LABORATORI, di cui:

- 12 laboratori pomeridiani (nella sede) gestiti da 20 genitori, che da gennaio ad aprile hanno coinvolto 202 alunni. I laboratori hanno riguardato: cucina, fiori di perline, stampa d’arte, uncinetto, maglia con i ferri, pasta al sale, aeromodellismo, pesca a mosca, decoupage pittorico, modellismo e riparazione biciclette, vetrofania, danza etnica.

- 1 laboratorio pomeridiano (nella sede) condotto da un esperto di teatro per 16 alunni.

- 3 laboratori al mattino (nella sede) condotti da docenti della scuola per 16 scolari (mosaico, circuiti elettrici, macchine fisiche).

- 2 laboratori pomeridiani (nella succursale) condotti da docenti interni e da una esperta di teatro, che hanno coinvolto tutti i 104 alunni. Sono stati: teatro e giornalino scolastico.


ÿ 21 attività di RECUPERO (che hanno coinvolto complessivamente 223 scolari), tra cui:

- 16 attività al mattino, a classi intere o a piccoli gruppi, per recupero di abilità trasversali.

- 5 attività pomeridiane, a piccoli gruppi, per recupero di conoscenze disciplinari.



ÿ 5 esperienze di TUTORAGGIO che hanno coinvolto 18 alunni.
Per quanto riguarda questa attività, molti docenti quest’anno non si sono sentiti di fare il tutor perché hanno espresso il bisogno di prepararsi meglio ad un’esperienza così innovativa.
Proprio per questo è stato svolto un Corso di Aggiornamento interno con un esperto, della durata di 10 ore.


I vari laboratori hanno coinvolto, tra la sede e la succursale, più del 60% del totale degli alunni; sono stati interessati scolari problematici e non, stranieri ed handicappati.
E’ stata un’esperienza positiva e coinvolgente, resa ancor più interessante dalla presenza dei 20 genitori che per mesi si sono resi disponibili a trasmettere ai ragazzi alcune loro competenze specifiche.
Le attività di recupero hanno coinvolto più del 40% del totale degli alunni e sono state apprezzate dagli scolari e dai loro genitori.
L’esperienza di tutoraggio, per quanto limitata quest’anno, ha aperto una nuova strada per cercare di seguire in modo più personale gli alunni in forte difficoltà.

E’ importante sottolineare il coinvolgimento dei genitori nella conduzione dei laboratori pomeridiani e la disponibilità di molti docenti ad operare sui propri alunni con attività di recupero e tutoraggio.
Inoltre nella sede più del 50% degli scolari ha partecipato liberamente e volontariamente ai vari laboratori, con una frequenza regolare.
Ci sembra che tutto questo testimoni la validità delle scelte operate inizialmente e la positività di quello che è stato poi proposto e realizzato.

3 maggio 2004


Prof. Umberto Barozzi



SCUOLA MEDIA STATALE FERRARIS – MARCONI
sede “G. FERRARIS”


anno scolastico 2003 - 2004



Considerazioni sull’attuazione del progetto “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica”



Prima di fare alcune considerazioni sull’attuazione del progetto nella nostra sede di via Divisione Acqui, vorrei presentare brevemente la nostra scuola e le attività volte al recupero che da tempo si stanno svolgendo in essa.
La scuola ha otto corsi completi, di cui due bilingue e due con il progetto lingue 2000. In tutti i corsi, ad eccezione dei due bilingue in cui vengono iscritti solo gli alunni che lo richiedono, si è cercato di formare le classi in modo omogeneo.
Nel quartiere in cui la scuola è inserita sono attivi da diversi anni due doposcuola in cui insegnano docenti in pensione (alcuni di essi hanno insegnato proprio alle “Ferraris”), con i quali abbiamo un continuo interscambio.
Gli insegnanti dei diversi corsi attuano durante l’anno circa 30 ore di recupero per corso (10 per ogni classe) per i ragazzi con difficoltà cognitive o per il recupero di particolari contenuti.
Per i ragazzi stranieri si tengono al mattino due corsi di alfabetizzazione di primo e di secondo livello, grazie a un’insegnante inviata dal Comune e a un’insegnante volontaria.
Per chi lo desidera poi, la scuola offre al pomeriggio diversi corsi extracurricolari di lingua straniera, musica, informatica, latino e diverse attività sportive.



Questo progetto “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica” è stato quindi visto, da tutto il Collegio docenti, come un’opportunità preziosissima per creare interventi significativi all’interno della scuola, volti a creare un clima idoneo all’interno di ogni singola classe e per favorire l’inserimento e l’apprendimento degli alunni con maggiori difficoltà comportamentali.

E’ in questa linea che abbiamo richiesto:

&Mac183; Tutor, che hanno individuato nelle diverse classi gli alunni con difficoltà comportamentali, sociali, organizzative, attivando con loro una relazione interpersonale fondata sull’ascolto. Nelle classi prime hanno lavorato soprattutto sull’organizzazione dell’attività scolastica; nelle classi seconde sui problemi relazionali e nel rapporto con la scuola; nelle classi terze sull’orientamento scolastico. Naturalmente abbiamo ritenuto opportuno, date queste linee generali, lasciare che ogni tutor si muovesse con grande libertà nella scelta del numero degli alunni su cui intervenire (circa 4 o 5 per classe) e nella modalità di intervento. Ci sono stati alcuni incontri durante l’anno fra i tutor per verificare il lavoro svolto.

&Mac183; Laboratori: teatrale e di falegnameria
Il laboratorio teatrale ha coinvolto una classe seconda con grossi problemi cognitivi e con gravi casi sociali e ha dato degli ottimi risultati. Alla realizzazione dello spettacolo finale “Orfeo ed Euridice” hanno contribuito anche le classi prime e terza dello stesso corso occupandosi dell’aspetto musicale (parte cantata ed esecuzione strumentale). Tutti i ragazzi del corso sono stati entusiasti del lavoro svolto e le famiglie si sono lasciate coinvolgere e hanno espresso un giudizio molto positivo, ringraziando più volte i docenti per l’opportunità data ai loro figli. Erano presenti alla presentazione anche i genitori che normalmente “non si vedono mai”, compresi quelli socialmente più emarginati.
Il laboratorio di falegnameria è organizzato su un pomeriggio e su una mattina, per un totale di sei ore alla settimana (60 ore all’anno). Il docente che vi insegna era un insegnante di tecnica della nostra scuola, che ora è in pensione e che si è sempre occupato di ragazzi con scarsa motivazione allo studio. Lavora con gruppi di 5 o 6 alunni per volta. Questi alunni sono stati scelti dai vari consigli di classe con i quali si è incontrato un docente coordinatore di tale attività. Si è concordato unanimamente di fare gruppi “misti” (cioè non solo formati da ragazzi demotivati alla scuola), soprattutto il pomeriggio, per evitare di ghettizzare ulteriormente chi ha già delle difficoltà. Al mattino invece, accedono al laboratorio quegli alunni che hanno bisogno particolare di un rapporto personale o quelli con particolari problemi comportamentali.


&Mac183; Lo sportello come sostegno ai ragazzi con disagio scolastico
In questo primo anno ci sembrava importante, per fare capire ai ragazzi la figura dello psicologo e la sua funzione, un intervento a tappeto su tutte le classi seconde e su tutte le classi terze. Nelle classi seconde si è affrontato il tema “I conflitti in adolescenza”, mentre nelle classi terze “Sessualità e affettività”.
Dopo questo primo momento (due ore per ogni singola classe), la psicologa ha incontrato i genitori per restituire loro quanto emerso dalla discussione con gli alunni, poi si è resa disponibile per interventi personali, con chi lo ha richiesto (alunni e insegnanti).

&Mac183; Attività di recupero disciplinare per i ragazzi motivati ma con lacune nella preparazione di base.
Queste attività sono state svolte al mattino, ad opera di una insegnante di lettere in pensione che ha lavorato a scuola per tutto l’anno scolastico.
Nella prima parte dell’anno ha lavorato sulle classi seconde, subito dopo Natale sulle prime e nell’ultima parte dell’anno sulle terze.
I gruppi erano formati da alunni provenienti da più corsi, sempre selezionati all’interno dei Consigli di Classe, quindi si è lavorato con gruppi di ragazzi abbastanza numerosi (circa da 4 a 6 per volta).
I contenuti affrontati nei diversi momenti erano concordati all’interno del coordinamento degli insegnanti di lettere perché il recupero era soprattutto di italiano, storia e geografia.



Questa esperienza per la maggior parte dei docenti della scuola è stata molto positiva perché ha permesso di dare una risposta a problemi davanti ai quali spesso siamo impotenti.
Il laboratorio teatrale, per esempio, ha visto un miglioramento dei rapporti di classe, con un maggior inserimento dei ragazzi più difficili, che hanno avuto la possibilità di esprimersi e di portare un loro contributo, cosa che abitualmente non sono in grado di fare.
Lo stesso è successo con il laboratorio di falegnameria, dove solo un’alunna ha smesso di frequentare, mentre tutti gli altri hanno lavorato con grande profitto ed erano sempre tutti presenti.
Lo sportello ha permesso un lavoro su alcuni aspetti dell’adolescenza, volto a ridurre le paure e il senso di solitudine che si provano nei cambiamenti e a migliorare le possibilità di fronteggiarli. Questo è emerso dalle relazioni che gli alunni hanno svolto al termine dell’attività. Alcuni hanno anche detto di avere appreso nuove conoscenze sulle tematiche proposte.
Le famiglie hanno risposto positivamente sia per i laboratori che per lo sportello, giudicando positive queste iniziative.
Essenziale è stata la collaborazione dei docenti che hanno aderito al progetto in un alto numero, sia direttamente (22 tutor, 3 coordinatori), sia indirettamente sostenendo le attività e prestandosi a concordare le attività di recupero.

Punti di debolezza si sono trovati non tanto sotto l’aspetto organizzativo, che ha funzionato bene, quanto nella capacità di motivare per lungo tempo gli alunni più disagiati.
Non sempre le attività laboratoriali, molto positive al loro interno, hanno avuto una ricaduta sulle discipline curricolari, permettendo un recupero dal punto di vista cognitivo: sicuramente però questi ragazzi si sono sentiti accolti e aiutati (questo non l’abbiamo detto noi, ma è stato da loro più volte verbalizzato).

3 maggio 2004

Prof.ssa Carla Barbieri




SCUOLA MEDIA STATALE di Modena “LANFRANCO – GUIDOTTI”
sede “LANFRANCO”


anno scolastico 2003 - 2004


Relazione sul progetto “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica”


Un contesto favorevole agli interventi: i Laboratori pomeridiani facoltativi

Nella scuola Lanfranco da quattro anni sono stati organizzati laboratori pomeridiani facoltativi gestiti dai genitori, ma raccordati alla scuola del mattino attraverso il lavoro di collegamento svolto da alcuni insegnanti. Da molto tempo quindi vi è una tradizione di collaborazione tra le varie componenti della scuola.
Gli alunni hanno sempre partecipato numerosissimi e hanno seguito con interesse costante quello che veniva loro proposto e hanno acquisito competenze nei settori più vari.


Laboratori specifici per ragazzi con problemi comportamentali

All’interno dei laboratori facoltativi è stato agevole organizzare attività specifiche rivolte ai ragazzi problematici dal punto di vista comportamentale evitando situazioni di ghettizzazione. I laboratori studiati e organizzati per i ragazzi in difficoltà infatti potevano essere svolti in contemporanea con i laboratori destinati a tutti e quindi i ragazzi in situazione di disagio sociale non si sentivano né isolati né diversi dagli altri.
L’attivazione di itinerari gestiti da esperti che avevano competenze specifiche per coinvolgere gli alunni demotivati, è stata resa possibile da un finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Modena sia nell’anno scolastico 2001-2002 sia nell’anno scolastico 2002-2003, anno in cui il finanziamento è stato concesso anche alla scuola media Guidotti, perché la sperimentazione di progetti di prevenzione è stata estesa anche a codesta scuola. In questi due anni la nostra scuola grazie a questo finanziamento ha potuto sperimentare alcuni percorsi di prevenzione del disagio e ha potuto provvedere all’acquisto di materiale per attrezzare alcune aule laboratoriali.


L’anno scolastico 2003-2004

Attività per ragazzi demotivati con problemi comportamentali

Laboratori specifici

I laboratori specifici sono gestiti da conduttori che sono esperti delle tecniche insegnate, ma nello stesso tempo anche educatori. La presenza di educatori professionisti è indispensabile per far vivere un’esperienza positiva a ragazzi che normalmente disturbano e non seguono le lezioni. Per questi ragazzi occorre infatti non solo un tipo di attività attraente, ma anche un conduttore del laboratorio capace di comunicazione interpersonale.
Sono stati attivati 3 laboratori specifici al pomeriggio . Questi laboratori sono stati frequentati circa da 4/6 ragazzi problematici e 6/8 ragazzi senza problemi per evitare situazioni ghettizzanti. (in tutto i ragazzi problematici coinvolti sono stati 12 e hanno svolto l’attività per 12 ore o per 24 ore ). In questi laboratori i ragazzi dal comportamento problematico difficilmente si distinguono; è tale l’interesse per l’attività che tutti sono interessati a fare bene che non c’è spazio per le provocazioni. Partecipano attivamente e sono sempre presenti se non per malattia o per gita scolastica.
I risultati sono molto positivi perché gli allievi acquisiscono autostima.

Per i motivi detti sopra questi laboratori vengono svolti in contemporanea con 10 laboratori destinati a tutti.
I 13 laboratori attivati sono bridge, decoupage, fotografia, hip-hop, legno, musica, pergamena, perline, quilling, scacchi, scoubidou, stencil, rugby e sono stati frequentati da 266 alunni e sono stati gestiti da 30 genitori, tre insegnanti della scuola e tre esperti esterni.
La cosa più evidente è che in questi laboratori vi è sempre un’atmosfera molto serena, i genitori e gli educatori sanno gestire in modo molto tranquillo, non si avverte tensione, si percepisce solo la voglia di imparare cose nuove.

Interventi mirati (tutoraggio)

E’ stata prevista la presenza di insegnanti-tutor che per 1 ora alla settimana al mattino (per 10 o 20 ore annuali ) seguano individualmente i ragazzi più problematici e creino un rapporto, una comunicazione con loro o facendogli svolgere qualche attività o rinforzando la motivazione all’attività pomeridiana o facendoli riflettere sulla loro situazione complessiva. Vengono cioè stabiliti con l’alunno patti formativi in accordo con il consiglio di classe.
Quest’anno i ragazzi “tutorati”in questo modo sono stati 6 e sono stati seguiti per 10 ore da un insegnante della classe o in due casi da un esperto con sperimentate competenze nell’affrontare problematiche di questo genere e che già seguiva il ragazzo nei laboratori pomeridiani.
Anche qui i risultati sono positivi perché gli alunni si sentono incoraggiati e aiutati e non si sentono soli ad affrontare i loro problemi.

Complessivamente gli interventi attuati quest’anno e gli anni passati hanno creato una situazione di maggiore serenità complessiva nella scuola. I casi di forte disagio sono ridotti notevolmente, nelle varie classi si vive per lo più una situazione di tranquillità . Le famiglie dei ragazzi in difficoltà percepiscono un’ attenzione maggiore e sono rarissimi i casi di interventi polemici o di ostilità nei confronti dell’istituzione, che si verificano quando i problemi non vengono affrontati.


Attività per ragazzi motivati, ma con lacune nella preparazione

Le attività di recupero
Per i ragazzi motivati, ma con lacune nella preparazione di base, sono state attuate attività di recupero delle abilità svolte in un pomeriggio alla settimana
Queste attività sono state svolte in 7 incontri di 2 ore ciascuno da docenti della scuola o da docenti esterni.
Sono stati organizzati tanti gruppi di recupero quanti sono le classi perché l’esperienza ha evidenziato che questo tipo di intervento è proficuo solo se viene attuato su alunni della stessa classe.
Ogni allievo segnalato è stato seguito per 7 ore di italiano e 7 ore di matematica da insegnanti della classe o della scuola o insegnanti laureati di altre scuole, in gruppi di 5 alunni tutti provenienti dalla stessa classe .
(Sarebbe stato auspicabile un maggior numero di ore di recupero, ma , date le risorse a disposizione, non è stato possibile realizzare un maggior numero di incontri.)
Tra gli insegnanti della classe e insegnanti del recupero vi è uno stretto raccordo istituzionalizzato che da ottimi risultati .
Va precisato che con questa attività di recupero, essendo limitata nel tempo, non si possono eliminare del tutto le lacune presenti nella preparazione degli allievi.
Si è constatato però che gli allievi si sentono seguiti e non abbandonati a se stessi nelle loro difficoltà, acquisiscono maggiore autostima e senso di sicurezza e quindi migliorano il loro modo di stare a scuola anche al mattino. Negli anni precedenti inoltre sono diminuite drasticamente le bocciature.

15 maggio 2004


Prof. ssa Pialisa Ardeni



SCUOLA MEDIA STATALE “FERRARIS – MARCONI”
sede “G. MARCONI”



anno scolastico 2003 - 2004



Breve relazione finale “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e la dispersione scolastica”


La scuola Media Statale G. Marconi di Modena ha realizzato tutti i progetti presentati ad inizio anno scolastico cercando di raggiungere gli obiettivi fissati, a livello generale, cioè quelli di favorire un buon clima all’interno della scuola e operare con interventi di prevenzione volti a superare il disagio e la dispersione scolastica.

I progetti realizzati sono i seguenti:

- laboratori,
- tutoraggio,
- ampliamento dell’offerta formativa.



LABORATORI

- Due laboratori di danza per alunni di prima media, aperti a ragazzi in difficoltà e non, guidati da Antonio Capasso. La partecipazione e l’interesse sono stati alti, basso è stato invece il grado di coinvolgimento della componente docente, in quanto i laboratori sono stati vissuti come attività ordinarie che la scuola, con il tempo prolungato, propone.

- Due laboratori di percussioni per alunni di seconda e terza media. Gli alunni sono stati individuati da ogni Consiglio di classe che ha operato nella scelta, inserendo alunni in difficoltà relazionale, comportamentale e alunni che potevano usufruire di tale intervento per stare meglio a scuola, anche se in assenza di problemi comportamentali e relazionali.
Il Consiglio di classe è stato coinvolto nella sua globalità anche se non sono mancate situazioni in cui era possibile stimolare e verificare le attività svolte.
Difetto della proposta è la selezione che si è dovuta effettuare nella scelta degli alunni. Abbiamo dovuto spiegare ai ragazzi della classe, con chiarezza e in modo puntuale, la motivazione di tale proposta.

- Due laboratori di teatro popolare rivolti a due classi prime nella loro globalità.
L’esperto è stato il Dott. Marco Bombarda per il CEIS. L’intervento è stato svolto ad inizio anno scolastico ed era volto a favorire un buon inserimento degli alunni a scuola e a formare il gruppo di classe. L’intervento è stato coordinato dal Consiglio di classe e dai docenti di lettere, matematica e religione. Vi è stata una prima riunione per fissare gli obiettivi e modalità di intervento; un secondo incontro con tutti i genitori delle due classi. Successivamente si è svolto l’intervento nelle classi. Molto positivo e molto utile, partecipato e vissuto con impegno da tutti gli alunni. Gli obiettivi fissati sono stati raggiunti.

- Due laboratori sulla mediazione dei conflitti in classe: uno rivolto ai ragazzi di terza media e uno a quelli di seconda. L’intervento è stato svolto da un operatore del CEIS, che ha dedicato 8 ore per ogni laboratorio. I ragazzi sono sempre stati presenti. Da tale laboratorio è nata l’esperienza e l’esigenza di gestire, durante le ore di lezione, coinvolgendo tutta la classe, piccole assemblee volte ad affrontare le problematiche stesse della classe. Difetto della proposta è la selezione che si è dovuta effettuare nella scelta degli alunni. Abbiamo dovuto spiegare ai ragazzi della classe, con chiarezza e in modo puntuale, la motivazione di tale proposta.



TUTORAGGIO

E’ stato realizzato in tutte le classi, godendo del consenso e della disponibilità di tutti i docenti. A novembre, nei consigli di classe abbiamo fissato sia chi avrebbe svolto l’intervento, sia gli alunni che ne avrebbero tratto beneficio. Hanno aderito 19 docenti e sono stati coinvolti 64 alunni della scuola, equamente distribuiti nelle classi prime, seconde e terze. Sono state realizzate 7 ore, anziché 10 come fissato ad inizio progetto, per motivi economici di revisione del progetto iniziale. Nelle prime si è operato perché gli alunni coinvolti, nel piccolo gruppo, potessero impadronirsi di tecniche per organizzarsi meglio a scuola. Nelle seconde si è privilegiata la strada del “contratto formativo”, in terza sia il contratto che l’orientamento.
L’esperienza è stata sicuramente positiva, sia grazie alla straordinaria disponibilità dei docenti, sia perché ha impegnato i consigli di classe a ragionare ulteriormente su questi alunni e sulle strategie di intervento per favorire l’integrazione scolastica. Gli alunni stessi ne hanno tratto beneficio.



AMPLIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA

Tutta questa area è stata gestita dalla Cooperativa “Il Girasole”: hanno effettuato interventi mirati e individuali per gli alunni di terza con maggiori difficoltà.
Sono state effettuate 56 ore di intervento sugli alunni (anche questi opportunamente scelti ed indicati dai rispettivi consigli di classe) volte a migliorare la relazione dell’alunno con la scuola e con le materie; si è operato anche in vista della preparazione all’esame e alla possibilità di ottenere risultati positivi in classe. Gli alunni coinvolti erano 6: per tutti è stata un’esperienza utile, anche se non priva di difficoltà in ordine al rispetto degli impegni presi, alla disponibilità di mettersi in discussione e in gioco e rispetto alla possibilità di riprendere con costanza quanto fatto a scuola.






IN GENERALE

In ogni le attività vi è stata la presenza di tutti gli alunni che hanno sempre dimostrato di partecipare volentieri e con interesse. Qualche resistenza si è avuta da pochi colleghi che, durante il Consiglio di classe hanno contribuito ad individuare gli alunni e poi nella realizzazione si sono lamentati perché magari coinvolti durante la loro lezione.
In ordine all’esperienza dei tutor si è dovuto provvedere a ridurre dalle 10 ore iniziali a 7, in quanto economicamente non era possibile la spesa di tutto il progetto così come pensato all’inizio.
Il tutoraggio è stato svolto principalmente dai docenti coordinatori di classe, con l’aggiunta di altri docenti (musica, sostegno, lingua straniera). Ad inizio anno scolastico, anche se il contratto risale a febbraio per ovvi motivi organizzativi, si sono individuati gli alunni che avrebbero goduto di tale intervento (circa 2 o 3 per classe) che è stato strutturato in modo differente a seconda della classe frequentata. I ragazzi con maggiori difficoltà hanno ottenuto buoni risultati dal punto di vista dell’impegno e della partecipazione e hanno avuto modo e occasione di contribuire in maniera diversa al loro processo di crescita, sviluppando competenze e abilità differenti. In particolare è stata molto positiva la proposta, in ordine all’ampliamento dell’offerta formativa, dove questi pochi ragazzi di terza sono stati aiutati, nel piccolo gruppo a ritrovare un’immagine positiva di sé nella scuola e nella classe. A preparare in modo più approfondito il percorso scolastico, ad affrontare anche piccoli problemi che creano disagio o sofferenza. Non per tutti si sono ottenuti notevoli miglioramenti, ma siamo anche consapevoli che senza desiderio di apprendere non vi è possibile costruire percorsi, neanche volti alla stessa motivazione all’apprendimento.

3 maggio 2004



Prof. Enrico Sitta



SCUOLA MEDIA STATALE “PAOLI - SAN CARLO”



anno scolastico 2003- 2004



Breve relazione finale del progetto “Per una scuola che sa accogliere: interventi di prevenzione contro il disagio e dispersione scolastica”



Le scuole medie P. Paoli e San Carlo, che funzionano con classi a tempo normale 30 ore (solo mattino) e classi con sperimentazione linguistica, 33 ore (un rientro), hanno una lunga tradizione di attività pomeridiane, ma a pagamento e indirizzate principalmente all’approfondimento ed ampliamento delle attività del mattino.
Negli ultimi anni però, essendo molto cambiata anche l’utenza delle due scuole, è emersa l’esigenza di offrire attività diversificate basate sul “fare”. Alle quali far accedere un numero maggiore di alunni.
Quest’anno, per la prima volta, grazie ai contributi ricevuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, dalla Regione e dal Comune, è stato possibile aprire dei laboratori gratuiti e per tutti: in essi sono state proposte attività integrative, a quelle del mattino, affinché tutti i ragazzi potessero esprimersi con le loro diverse abilità.
Scopo di questo progetto è stato quello di aprire la scuola tutti i pomeriggi con un’offerta di laboratori ed attività che rendessero più piacevole il clima all’interno della stessa, anche per quei ragazzi che spesso non trovano spazio per sviluppare i propri interessi sul territorio, il centro storico, in cui sono ubicati i due istituti scolastici.
Questo tipo di accoglienza è stata per noi anche una modalità atta a prevenire varie forme di disagio e di dispersione scolastica.

I progetti realizzati sono stati i seguenti:

- laboratori aperti a tutti gli alunni, compresi problematici e portatori di handicap,
- recupero per gruppo classe e non.


LABORATORI

N° 1 laboratorio di danza, tre ore settimanali, da novembre a maggio, per gli alunni delle prime, delle seconde e delle terze, aperto a tutti i ragazzi in difficoltà e non e guidato da Antonio Capasso.
La partecipazione è stata assidua e alto l’interesse dei ragazzi. Il laboratorio terminerà con la partecipazione ad uno spettacolo di beneficenza, a favore dell’Unicef, che si terrà al Teatro Comunale il 31 maggio 2004.

N° 1 laboratorio di percussioni, per 10 incontri, finanziato dal Patronato dei Figli del Popolo ed aperto ad un numero limitato di nostri alunni, sia per consentire la partecipazione degli utenti del Patronato, sia perché la conduzione del progetto prevede gruppi non molto numerosi.
La partecipazione è stata costante ed assidua ed alto il coivolgimento, grazie anche al conduttore del progetto, il musicista Luciano Bosi.

N° 1 laboratorio di giocoleria e clowneria, da novembre ad aprile, aperto a tutti i ragazzi, anche con difficoltà, e guidato da Barbara Forghieri e Matteo Giacobazzi. Il piccolo gruppo ha frequentato con discreta regolarità mostrandosi sempre interessato e partecipe.

N°2 laboratori di composizioni floreali gestiti dalle esperte Maria Teresa Mori ed Anna Rosa Biondini, aperto a tutte le classi e suddivisi in due periodi: 5 incontri prima di Natale e 5 incontri prima di Pasqua. Durante ogni incontro i ragazzi partecipanti hanno costruito una piccola composizione che poi hanno portato a casa. L’interesse, la partecipazione e le presenze sono state alte.

N° 1 laboratori di carta artigianale condotto dall’esperta Fernanda Malagoli, aperto a tutti i ragazzi, ma in numero non superiore a 15. Anche per questo laboratorio la presenza è stata continua e la partecipazione discreta. L’esperta, inoltre, ha tenuto gratuitamente due incontri aperti agli insegnanti e ai genitori interessati.

N° 2 laboratori di informatica. Uno al mattino, solo per ragazzi problematici delle varie classi, che a turno vi accedevano per svolgere attività di recupero delle abilità di base, gestito da un esperto di informatica, con la presenza degli insegnanti di sostegno e/o degli educatori. Uno al pomeriggio per il potenziamento delle abilità di studio aperto a ragazzi di tutte le classi, scelti su indicazione dei Consigli di Classe e gestito da insegnanti della scuola.



ATTIVITA’ DI RECUPERO

N° 27 classi hanno colto l’offerta di pacchetti di 10 ore di recupero di italiano – storia- geografia, e/o 10 ore di matematica con l’intento di potenziare le abilità di studio di quegli alunni che evidenziavano grande motivazione allo studio pur presentando lacune, difficoltà ed incertezze, a volte anche solo parziali, a causa delle quali, però, i ragazzi vivevano situazioni di disagio e di sofferenza.
Queste attività di recupero pomeridiano sono state svolte in parte dai docenti curricolari in parte da insegnanti esterni; la frequenza degli alunni è stata regolare e si è ottenuta, in generale, una notevole ricaduta sulle attività del mattino grazie anche alla buona collaborazione tra l’insegnante “del mattino” e quello “del pomeriggio”.
Quando il recupero è stato svolto dagli stessi insegnanti della classe, gli alunni hanno dimostrato di aver compiuto maggiori progressi.


12 maggio 2004

Prof.ssa Letizia Pedrazzi

Prof.ssa Cristina Govoni