associazione italiana familiari e vittime della strada sede provinciale di Modena

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INCIDENTI 2002 MODENA

Nell’avvicinarsi alla fine dell’anno in corso, ci apprestiamo a tracciare un primo bilancio di ciò che è successo sulle strade della nostra provincia, confrontandolo con i dati di alcuni anni addietro.

Perché,nella nostra provincia, il tasso di incidentalità e ben superiore alla media nazionale e, a dispetto delle numerose campagne di sensibilizzazione, continua ad essere in aumento?
 Analizzando gli ultimi dieci anni,  secondo i dati forniti dalla Provincia, nell'anno 1991 si contarono  91 morti  a causa di incidenti stradali , nel 1996 furono 101, nel 2001 sono stati 108 e per il 2002 siamo ad oltre 130,l'ultima il 31.
Il 2003, inoltre, inizia con un nuovo decesso!
Non pensiamo   che in altri paesi i decessi annuali sono stati ridotti da 9000 a 3000 grazie anche ad adeguati controlli ? 
Perché, nella nostra provincia, ancora non vi è un coordinamento tra le varie forze dell'ordine come invece avviene per i servizi allo stadio?
Non pensiamo a quanti morti o feriti si sono avuti negli ultimi dieci anni allo stadio e quanti sulla strada ? 
In quale proporzione sono aumentati gli organici dei corpi addetti al compito di polizia stradale rispetto all'aumento  dei veicoli in circolazione negli ultimi dieci anni?
Non pensiamo   che negli ultimi 40 anni  la rete  stradale è aumentata di 1,6 volte e il parco automezzi di ben 15 volte. Se 40 anni fa c'erano 84,9 veicoli per km, nel 2000 erano diventati 799 ? 
Quante volte è stato applicato da parte della  Motorizzazione civile di Modena l'art. 128 C.d.S  (vedi revisione patente) negli ultimi anni? 
E’ ormai evidente che per invertire uno stato di cose che ci sta drammaticamente allontanando dai migliori risultati europei, servono misure che confliggano con gli enormi interessi economici che si stagliano sullo sfondo del fenomeno automobile e circolazione.
In   particolare le misure da adottare, per essere veramente efficaci, a questo punto dovrebbero avere il coraggio di sfidare l’impopolarità.  
 Secondo l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, serve subito un puntuale drenaggio della velocità tenute da tutti i veicoli sulle strade e autostrade della nostra provincia (e di tutto il Paese) in particolare attivando pratici ed efficaci sistemi di controllo a distanza, , insieme al controllo severo dei tempi di guida per i conducenti di veicoli pesanti.
Inoltre le sempre piu accentuate tipologie di incidenti che si caratterizzano in quasi il 40% da fuoriuscite per sbandamento, senza il coinvolgimento di altri veicoli o con ingiustificati scontri frontali per improvvisa invasione di corsia ,altri a causa di accessi contromano in tangenziale ,  esigono un controllo generalizzato delle condizioni psicofisiche dei conducenti  
rendendo poi obbligatori e sistematici gli esami tossicologici a carico di tutti i conducenti coinvolti in incidenti stradali gravi (cadaveri compresi) ai fini dell’accertamentopuntuale di abusi nel consumo di alcol e stupefacenti, di conoscere finalmente la reale portata del fenomeno, stabilire responsabilità ed adottare gli opportuni provvedimenti di contenimento.
La tutela della privacy o la tutela della vita?
Per questo l’ Associazione propone un reale ampliamento dei controlli,  ampliandoin primis l’organico delle Polizie Municipali per consentire un adeguata presenza di polizia nelle strade di giorno e di notte, controlli nei pub  e discoteche , e là dove l’elemento quantitativo non è sufficiente subentra quello qualitativo :  700 sono le telecamere installate in tutta Londra, negli incroci e nelle strade a maggior rischio, altro che tutela della privacy.
Si chiede inoltre di reimpiegare le entrate introitate grazie all'impiego del famoso fotored in postazioni fisse di autovelox su tutte le strade che il Prefetto andrà ad individuare ove non necessiterà la contestazione immediata.
Per evitare le prevedibili accuse di agire al fine di "fare cassa",dovrà esservi un preciso impegno al reinvestirne tutti i proventi in altri moderni sistemi per prevenire situazioni a rischio: regolatori semaforici con dissuasore di velocità dotati di documentatore di infrazione sul maggior numero di incroci possibili, impianti di sicurezza per percorsi stradali a senso unico, segnaletiche luminose sequenziali per curve pericolose , asfalti drenanti, bande sonore..... 
Le defezioni che si sono potute notare nel recente consiglio comunale monotematico in materia di sicurezza stradale da parte di organi primaria importanza, ci inducono ad una riflessione: perchè non istituire un "Comitato Permanente per la Sicurezza Stradale di Modena" presieduto da un  soggetto che "costringa" tutti gli enti coinvolti a lavorare in comune, a non viversi in modo autonomo e autoreferente - al di fuori di qualsiasi riscontro - a sentire i diversi pareri, a coordinare le diverse iniziative, a dare loro organicità e programmazione , un soggetto "forte" nella funzione di rappresentare il Governo nazionale, che  ha  responsabilità nella tutela dell'ordine pubblico, della sicurezza in generale e delle varie calamità, naturali e non,che ha potere convocatorio nei confronti delle istituzioni locali, che ha un ruolo riconosciuto da parte delle diverse forze dell'ordine, distante dalle tentazioni di "ammiccamento", più connaturato ad un "realismo delle forze politiche" nei confronti del cittadino elettore e più orientato al lavoro "duro", al rispetto delle leggi dello Stato e alla tutela dei più deboli.In poche parole, le Prefetture .
Esse costituiscono  uno di quei pochi soggetti istituzionali che hanno struttura e natura per: far rispettare le leggi, porsi obiettivi ambiziosi,vincere resistenze dure, sostenere posizioni qualificate nel lungo periodo 
 Bisogna ammettere che  gli oltre 100 morti all'anno a causa degli incidenti stradali sono una calamità eccezionale, non sono un evento ordinario  , che quindi le misure devono conseguentemente essere proporzionali al problema, cioè coinvolgere le forze di polizia e fare capo alle Prefetture di tutto il territorio nazionale e che per far questo ci vuole un impegno particolare; devono essere attribuiti poteri e mezzi adeguati all'obiettivo assegnato: por fine alla carneficina che si compie sulle strade
Per il passato si conoscono i nomi delle persone coinvolte  in incidenti (gli altri), ma è anche possibile fare, con stime molto attendibili, i nomi delle persone che saranno coinvolte in futuro (cioè ciascuno di noi).
 Non succede solo agli altri, poiché la probabilità di entrare a far parte di questi numeri rappresenta una certezza statistica. Chiunque rimarrà a guardare senza fare nulla si renderà responsabile…. 
 
Per l'associazione italiana familiari e vittime
                  vittime della strada
 
Piacentini Franco

 

gentilmente ospitati da Mo-Net
in collaborazione con: Gruppo Modena Strada Amica

 

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