Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada sede provinciale di Modena

Lettera al presidente degli industriali di Modena Sig. Vittorio Fini che caldeggia la costruzione di un autodromo a Marzaglia, Modena. L'autodromo non serve a niente, è una pista prove per provare niente di nuovo: dateci un sistema di trasporto innovativo, piuttosto. Che è di quello sì che c'è bisogno.
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Modena, 27 Dicembre 2004
Egr. Sig. Vittorio Fini.
Dichiarazioni tipo
- “la realizzazione una vetrina di grande prestigio del
distretto dei motori consentirà di completare l’offerta che il
territorio può proporre agli appassionati delle auto sportive, attraverso
i due «santuari» di Maranello e di Modena"
e
-"ritengo sia particolarmente significativa la realizzazione della
pista prove di Marzaglia che, completerebbe la gamma dell’offerta per
mantenere e sviluppare la tradizione motoristica del nostro territorio”
ci lasciano alquanto perplessi.
Considerato che l’odierno sistema di trasporto individuale di cui Modena
si fregia esser santuario crea una infinità di danni alla specie umana,
considerato gli attuali costi di gestione, considerato la cronica mancanza di
parcheggi, considerato che la velocità media di spostamento in ambito
urbano non supera quella di un buon ciclista, stupisce l’ottusità
con cui l’odierna classe industriale, da Lei rappresentata, si ostini
a spingere l’acceleratore di questo ormai obsoleto sistema di trasporto
che ci obbliga a far muovere 1500 chili di ferraglia per spostare un uomo di
80 chili.
Come Presidente dell’ Unione Industriali della provincia di Modena, ci
saremmo aspettati dichiarazioni un tantinello differenti, ci saremmo
aspettati che il Presidente di una categoria tanto importante si fosse
chiesto come gli industriali possano attivarsi per porre fine a quella
odiosa tassa di oltre 100 morti e 200 invalidi gravi all’anno nella nostra
provincia dovuti a collisioni di mezzi di trasporto individuali oltre alla infinità
di danni provocati da polveri, rumore, inquinamento in generale.
Ci saremmo aspettati una vostra presa di posizione ad esempio sulla metrotramvia
con costi preventivati di circa 800 miliardi di vecchie lire ...
Ci saremmo aspettati una dichiarazione tipo: Ferrari, Maserati, Pagani inizieranno
uno studio per un nuovo, innovativo, sistema di trasporto:
- un sistema in cui non
è l’utente ad aspettare il mezzo pubblico ma il mezzo ad attender
l’utente
- un sistema di trasporto
in cui l’utente arriva a destinazione senza cambiare mezzo tre volte
e senza fermate indesiderate
- un mezzo piu rapido
e piu comodo dell’automobile
- un mezzo che non risenta
di ingorghi dovuti a incidenti, neve, sciopero…..
- un sistema che riduca
costi e tempi di realizzazione
- un sistema che da quando
inizi a progettarlo a quando lo vedi in funzione passano meno di due anni
Questo è ciò di cui Modena avrebbe veramente bisogno e che dovrebbe
offrire a tutti, altro che autodromo o pista prove che sia.
Che beneficio ne avrà la città che non lo vuole? Chi saranno gli
imprenditori che useranno tale circuito e per provare cosa?
Francamente ci saremmo aspettati una lungimiranza differente che non un adagiarsi
sugli allori miticizzando un’industria motoristica che, pur ai massimi
livelli, ha ormai gli anni contati.
Quanto pensate si potrà ancora andare avanti in questa direzione? Quanti
ancora dovranno pagare col sangue questa “febbre del pistone”?
E’questo ciò che i veri industriali intendono per “progresso”?
In attesa di riscontro porgo cordiali saluti.
Franco Piacentini