Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada

Tel. 06 41 73 46 24
Fax. 06 233216163
Sede operativa
Via A. Tedeschi 82 - 00157 Roma
QUADERNI TECNICI
N° 4
" IL COLLAUDO DELLE STRADE SOTTO L'ASPETTO DELLA SICUREZZA"
"Capire per prevenire!"
Ing. Luciano Fantini
Membro della Consulta Nazionale per la Sicurezza Stradale Š CNEL
per conto dell'Associazione Nazionale Familiari e Vittime della Strada
Geom. Antonio Di Maria
Collaboratore relazione
Si ringrazia il Comitato di Quartiere di Via Formia Š Roma per aver messo a disposizione il materiale fotografico in suo possesso ed effettuato le interviste ai cittadini che hanno permesso di individuare le tipologie di incidenti che più frequentemente si verificano.
PREMESSE
Nella 1^ relazione presentata alla Consulta Nazionale per la Sicurezza Stradale del CNEL si evidenziava come in altri paesi Europei si fosse imboccata la strada maestra della "progettazione della sicurezza" abbandonando, ormai da tempo, la semplicistica colpevolizzazione degli utenti che invece, nel nostro paese, è ancora la principale ispiratrice dei provvedimenti mirati alla riduzione dell'incidentalità (aumento dei premi assicurativi, patente a punti, introduzione di nuove tecnologie per rilevare le infrazioni, estensione a sempre nuovi enti del diritto di rilevarle, aumento dell'importo delle sanzioni...).
Nella 2^ relazione veniva mostrata l'infinita possibilità di contenere l'incidentalità (cioè le cause che favoriscono il prodursi degli incidenti) facendo intelligente (e completo) uso della normativa vigente, senza necessariamente continuare a migliorare ulteriormente le nostre famose "migliori leggi del mondo" ....
Si conclude questo primo ciclo con la proposta della istituzione della figura del Collaudatore delle Strade sotto l'aspetto della sicurezza; al contempo si fornisce un esempio di come dovrebbe operare.
Per limitare le condizioni al contorno che favoriscono l'incidentalità bisognerebbe attuare la stessa metodologia che la legge prevede nei cantieri dove sono presenti più appaltatori: dopo che ogni impresa ha redatto il proprio piano della sicurezza viene fatta una verifica, da parte del Responsabile della Sicurezza del Cantiere, affinch la sovrapposizione dei singoli piani non produca condizioni di incidentalità trasversali.
Questa normativa può essere estesa al campo della incidentalità stradale, sottoponendo a "collaudo" ogni strada sotto l'aspetto della sicurezza prendendo in considerazione quanto possa intervenire a variarne i parametri (qualità dell'illuminamento, presenza di piante, stato della segnaletica, pubblicità interferente, qualità dei tombini, velocità indotta, presenza di abitazioni, punti di aggregazione particolari.), cominciando da quelle strade dove si registrano più incidenti ed anzi tale procedura dovrebbe essere resa obbligatoria ogni volta che si verifica un incidente mortale. L'obbiettivo finale dovrebbe essere la formulazione di segnalazioni e/o di richieste "perentorie" rivolte ai gestori della strada affinch entro un definito periodo di tempo rimuovano e/o modifichino le situazioni esistenti che potrebbero favorire il verificarsi e/o ripetersi di incidenti!
Perch le amministrazioni pubbliche possono pretendere dai cittadini la redazione del "fascicolo di fabbricato" e gli utenti non debbono pretendere dai loro amministratori che venga redatto un "Fascicolo della Strada"?
La sua compilazione dovrebbe essere demandata ad un "garante della sicurezza dei cittadini-utenti della strada" che, pur interagendo strettamente con i vari Enti che gestiscono le strade, non dovrebbe dipendere da loro onde mantenere una visione "terza" dei problemi.
La progettazione di nuove strade dovrebbe passare al vaglio della sicurezza come "step" certo prima della approvazione del progetto esecutivo.
Il progettista dell'opera sapendo di dover passare a questo vaglio eviterebbe gli errori madornali che spesso si riscontrano anche su opere di recentissima progettazione e che, ad opera costruita, sono difficilmente recuperabili se non con altissimi costi.
Questa figura professionale potrebbe far capo alla Prefettura inserita in uno specifico albo, ne sarebbe esaltata la funzione di supervisione e di potere di intervento sulle amministrazioni locali che già possiede; intervenire già in fase di progetto darebbe un significativo contributo alla riduzione della incidentalità, ma principalmente contribuirebbe ad attivare una eguale attenzione da parte degli utenti della strada, interrompendo la spirale negativa che nel nostro paese vede un progressivo incremento del numero degli incidenti, mentre nel resto dell'Europa si sta verificando il fenomeno opposto!
L'ufficio preposto oltre alla redazione del fascicolo ed al collaudo della strada, dovrebbe anche:
- verificare nel tempo l'efficacia degli interventi attuati;
- farsi carico della ridistribuzione "ragionata" dei dati sulla incidentalità agli enti (principalmente organi di Polizia) che li hanno rilevati, che finalmente toccherebbero con mano l'esito finale del loro paziente lavoro di raccolta dei dati caratteristici degli incidenti;
- far conoscere cosa è stato attuato in particolari situazioni (anche all'estero) affinch possa servire di stimolo per altri interventi localizzati..
- interloquire con speditezza con i vari Enti preposti a vario titolo ad occuparsi della sicurezza stradale;
- recepire proposte delle associazioni presenti sul territorio che potrebbero fungere da sensore locale anche in quei casi che non sempre vengono "rilevati" dalle pubbliche autorità, ma la cui esistenza è molto spesso propedeutica al verificarsi di incidenti gravi....
Tutto ciò presuppone una struttura snella, mirata agli obbiettivi e non agli aspetti meramente formali, libera di darsi priorità e autonoma organizzazione
In caso di incidenti gravi, il Magistrato interessato al procedimento, dovrebbe fare riferimento al "collaudo" prendendo atto delle indicazioni di merito contenute nel "fascicolo" e verificare se le amministrazioni interessate abbiano dato seguito alle disposizione in esso contenute rendendo disponibili le risorse economiche necessarie ad attuarle..
Quando è manifesta la pericolosità di una particolare strada e nessun provvedimento risulta che sia stato preso in tempo ragionevole per ridurla, il magistrato dovrebbe porre sotto sequestro giudiziario l'area, esattamente come avviene in un cantiere dove si sia verificato un incidente grave o con la pistola usata per compiere un delitto!
ESEMPIO DI
La strada presa in considerazione nel "collaudo" è Via dell'Acqua Bullicante, una strada dei quartieri est di Roma.
La scelta è dipesa da motivi di praticità (disponibilità della collaborazione del locale Comitato di Quartiere), specificità della situazione locale (coesistenza di notevole traffico locale e di attraversamento), ma principalmente dalla presenza di molti fattori di incidentalità.
La strada è lunga circa 1 km, collega ortogonalmente i tratti urbani di due strade consolari: la Casilina (S.S. 6) e la Prenestina (S.P.) ed è parte di un più vasto percorso tangenziale che, con varie denominazioni, congiunge la consolare via Tiburtina (S.S.5) alla via Appia (S.S.7).
Punti della via presi in considerazione:
- Incrocio con via Casilina
- 1” tratto di circa 400 metri da via Casilina a Via Malatesta; largo 13 metri (+ 7 di marciapiede)
- Incrocio con via Malatesta;
- 2” tratto di circa 300 metri da via Malatesta a l.go Preneste; largo 18 metri (+ 8 di marciapiede)
- Largo Preneste
- Incrocio con via Prenestina.
Nei tratti sopra indicati gravitano le seguenti strutture e servizi:
- Incrocio con via Casilina: punto di scambio tra la linea dei servizi pubblici che la percorre (linea 409) e quelle invece (linee 115, 116) che transitano sulla Casilina e che nel tratto specifico ha doppio senso di marcia separate tra loro da una linea tranviaria;
- 1” tratto: Sala consigliare del VI^ Municipalità di Roma, Ospedale Regionale "Figlie di San Camillo" con annesso Pronto Soccorso, Scuola elementare comunale, Ufficio Postale di Zona, Scuola elementare privata, mercato all'aperto, super mercato, abitazioni su entrambi i lati della strada.
- Incrocio con via Malatesta: sostanzialmente a "T" e quindi con forte traffico di immissione dalla via Malatesta
- 2” tratto: Sede regionale dell'Inps, negozi, abitazioni.
- Largo Preneste: Capolinea e punto di scambio utenti mezzi pubblici (3 linee tranviarie e 8 di autobus)
- La strada è percorsa dalle seguenti linee urbane di autobus: 409 (percorso tangenziale), 810 (tangenziale e di attestamento); 412 tangenziale e trasversale).
Caratteristiche della mobilità:
- elevato traffico di collegamento tangenziale, durante tutto l'arco del giorno (e della notte), tra i quartieri nord-est e sud-est della capitale che gravitano sulle numerose vie consolari presenti in questi quadranti (Nomentana, Tiburtina, Prenestina, Casilina, Tuscolana, Appia) ;
- traffico radiale di attraversamento per il collegamento tra periferia più esterna (Centocelle) e il centro, in alternativa alle due strade consolari che la delimitano; questo particolare traffico è principalmente concentrato nelle ore di punta ed ha senso alternato (la mattina verso il centro, la sera in uscita). Questi utenti debbono prima percorrerne un breve tratto perch utilizzano 2 incroci sfasati a "T" distanti tra loro una cinquantina di metri: uno per immettersi, l'altro per uscirne (o viceversa a seconda dell'orario);
- esiste poi un traffico prettamente "locale" diretto ai numerosi servizi pubblici presenti, in particolare: Scuole, Ospedale e Ufficio Postale che richiedono l'utilizzo di aree di parcheggio per un periodo di tempo ridotto (all'incirca 1h).
Ricapitolando:
La forte presenza abitativa e le numerose strutture di servizi vari che si trovano su entrambi i lati della strada comportano intenso traffico automobilistico e pedonale: giovani (scuole, punti di aggregazione), anziani (ufficio postale, mercato e supermercato), età intermedia (negozi con un buon livello qualitativo dei prodotti).
A questo traffico locale, già di particolare intensità, si sommano due flussi veicolari di attraversamento: il primo tangenziale, il secondo radiale.
Gli incidenti che coinvolgono gli automezzi si verificano principalmente in corrispondenza degli incroci a "T" dove si "sommano" le tre tipologie di traffico esistenti: tangenziale, locale e trasversale; la maggiore incidentalità per i pedoni si concentra specialmente nel 2” tratto della strada (quello più largo). Infatti nel 1” tratto, la strada, essendo più stretta, obbliga gli automezzi a marciare su un'unica colonna, i conducenti sono quindi costretti a tenere una bassa velocità media: ne deriva una maggiore visibilità ed un minor numero di incidenti.
Quest'ultimo dato da qualche anno tende però ad essere meno vero: a seguito dell'enorme sviluppo della presenza delle "due ruote", comincia a non essere più indifferente la quota parte di incidenti che vede coinvolti questi mezzi.
La corsia "abbondante" permette loro di svincolarsi dalla velocità con cui si sposta la colonna delle auto, per cui tendono a "risalirla" da destra e da sinistra, anche invadendo la corsia opposta...; ne deriva una grossa insicurezza per i pedoni costretti a tener sotto controllo, contemporaneamente, due opposti flussi di traffico!
N.B.: Le foto utilizzate nella relazione sono state scattate di domenica e durante l'ora del pranzo per poter mostrare i siti in assenza di veicoli. In altro orario, ma specialmente in altri giorni della settimana la situazione è nettamente differente..!
- Incrocio di via A. Bullicante con la via Casilina:
- 
La foto mostra la corsia della Casilina con direzione verso il centro città, in corrispondenza dell'incrocio con via A.Bullicante. A sinistra è visibile la linea tranviaria, subito appresso la corsia che porta fuori Roma; la presenza della linea tranviaria impedisce di eseguire adeguamenti viari sulla consolare: sostanzialmente aumentare il numero delle corsie di preselezione del traffico in corrispondenza del semaforo. Si ridurrebbe l'incolonnamento di veicoli che si verifica praticamente durante tutto l'arco della giornata.
Questa incapacità a smaltire con efficacia il traffico sopraggiungente, anche in orari non di punta, spinge gli utenti ad evitare l'incrocio e a servirsi di itinerari alternativi del tutto inadatti a questa funzione .
Infatti il sempre più spinto ricorso ai "sensi unici", che caratterizza queste strade alternative, permette all'utenza di attraversamento di tenere una velocità superiore ai limiti di sicurezza che dovrebbero essere osservati (ben inferiori anche ai 50km/h previsti in città!) quando si attraversano quartieri cos densamente popolati. Ne deriva che è molto elevata la probabilità che possano verificarsi incidenti con coinvolgimento dei pedoni; il fatto che poi non si verifichino in misura proporzionale alla pericolosità è solo il risultato della forte autolimitazione che i residenti si impongono (nessun bambino, per esempio, è lasciato libero di scendere in strada se non accompagnato da un adulto!).
Quando l'incidente si verifica, viene inquadrato semplicisticamente come fatto locale, limitandosi ad individuare la responsabilità di una delle persone coinvolte; quasi mai la responsabilità viene fatta risalire alla vera causa che lo ha indotto (caos all'incrocio!)
Per migliorare la situazione del trasporto pubblico era stato previsto che il tramvetto diventasse metropolitana interrata, recuperandone l'area superficiale (1/3 dell'intera larghezza della strada). Sarebbero stati possibili quindi sia interventi di miglioramento viario che il ripristino dei legami sociali tra le due parti di quartiere oggi divise da una barriera di ferro.
Successive determinazioni dell'amministrazione comunale hanno spostato su altro itinerario il percorso della prevista metropolitana: quindi il tram rimarrà nell'attuale corsia.
Stante questa situazione bisognerebbe agire in modo da riportare gli utenti a servirsi di questo incrocio migliorandone la fluidità e scoraggiando l'utilizzo delle strade limitrofe; in particolare:
- andrebbero rifilati in alcuni punti i marciapiedi attuali, immediatamente prima del semaforo, quanto basta per aumentare il numero di corsie di preselezione, al contempo installando nei percorsi alternativi efficaci rallentatori della velocità dei veicoli
- bisognerebbe coordinare i tempi di questo semaforo con quelli che in rapida successione (a meno di 50 metri) lo precedono e che contribuiscono ad allargare l'area di caos nelle vicinanze dell'incrocio,
- andrebbero rivisti tempi e cadenze del semaforo adeguandoli nell'arco della giornata ai flussi principali che vi si verificano, prevedendo inoltre una specifica posizione che intervenga soltanto quando è presente il tramvetto (semaforo intelligente);
- deve essere nettamente migliorata la visibilità generale dell'incrocio riducendo, per almeno una decina di metri l'altezza dell'attuale guard-rail che limita il campo visivo ed impedisce la reciproca percezione tra gli occupanti di veicoli confluenti e, tra questi e lo stesso tramvetto, i cui utenti solo nel momento che scendono dal marciapiede in corrispondenza della fermata diventano finalmente visibili ai veicoli .
- andrebbe eliminati i cartelloni pubblicitari e qualsiasi struttura limitativa del campo visivo almeno fino a 50 metri dall'incrocio impedendo contemporaneamente la quasi totale occupazione dei marciapiedi da parte dei venditori ambulanti attirati copiosamente dall'intenso traffico pedonale che vi si sviluppa;.
- andrebbe aumentato l'illuminamento dell'incrocio in modo da evidenziarne la presenza, specie nelle ore di non funzionamento del semaforo. Non si riesce a dare spiegazione al fatto che i pali della illuminazione stradale non debbano avere come punti fissi di partenza i quattro spigoli degli incroci stradali; almeno quelli principali! Tra l'altro le lampade dovrebbero avere una potenza ed una colorazione distinta dalle altre.
- tutta la segnaletica, specie quella orizzontale deve essere portata al massimo livello di qualità che ne permetta l'immediata individuazione anche in condizioni critiche (in altri paesi questo tipo di incrocio è evidenziato con una verniciatura "zebrata" che interessa tutta l'area).
1” tratto di circa 700 metri tra via Casilina a Via Malatesta; larghezza 13 metri (+ 6 di marciapiede)

La foto mostra la strada in corrispondenza dell'ingresso dell'Ospedale Regionale di zona; il notevole flusso pedonale indotto da questa struttura sanitaria su cui gravita una utenza di oltre 300.000 abitanti, obbliga a predisporre un marciapiede centrale per la sicurezza del pedone; tanto più necessario perch si è in corrispondenza di un cambiamento della larghezza della strada ed a poca distanza (50 metri) si trova l'incrocio con la via Casilina .
Entrambe queste situazioni inducono negli automobilisti comportamenti al di fuori dei limiti della sicurezza (occupazione della corsia opposta, improvvise accelerazioni) che possono ripercuotersi negativamente sui pedoni.
La costruzione di un marciapiede centrale "salvagente" sposterebbe di lato i flussi di traffico facendoli "scivolare" a ridosso dei marciapiedi impedendo che vi stazionino veicoli e rallentando la velocità di percorrenza. A meno di 100 metri esiste una vasta area di sosta regolamentata (a pagamento) sufficientemente capiente per le necessità indotte dalla presenza dell'ospedale.
Il marciapiede centrale va accompagnato da una efficacissima segnalazione della sua presenza e deve avere margini smussati, va inoltre costruito anche in corrispondenza di tutti gli altri incroci esistenti sulla strada in modo da abituare i conducenti dei veicoli alla loro presenza (non ancora usuale); non si deve infatti sostituire l'incidente al pedone con un incidente ancora più grave che possa coinvolgere i veicoli! Tra l'altro tutti gli altri incroci sono interessati da significativi flussi pedonali (Scuole, Poste, Mercati..) e da un sostenuto traffico di attraversamento (specie in corrispondenza degli incroci a T) i cui veicoli verrebbero a disporrebbe di una specifica corsia di svolta protetta!
La deviazione della traiettoria che ne consegue permette di tenere sotto controllo la velocità dei veicoli ed al contempo si eviterebbe la sosta dei veicoli in corrispondenza degli incroci .
Tale metodologia è molto diffusa nei paesi europei più avanzati in tema di sicurezza per rendere "certo" il rispetto dei limiti di velocità ed anzi spesso le stesse fermate degli autobus vengono effettuate "in corsia", invece che su apposita area, in modo che fungano da "rallentatori" di velocità.
Incrocio di via A.Bullicante in corrispondenza dell'ufficio Postale:

La foto mostra uno degli incroci a "T" presenti sulla via: quello che porta all'Ufficio Postale di zona.
Anche in questo caso, per gli stessi motivi già evidenziati, deve essere prevista la creazione di un marciapiede centrale per permettere alle numerosissime persone anziane che attraversano l'incrocio di farlo in sicurezza!
Infatti pur essendo questo tratto di strada caratterizzato da una sola corsia per senso di marcia vale comunque la pena di costruire questa struttura di sicurezza a causa dell'intenso traffico motociclistico che vi si svolge e che invade spesso anche l'altra corsia e/o risale da destra e da sinistra le autovetture incolonnate.
Il concetto ispiratore degli interventi per la messa in sicurezza di una strada deve essere infatti quello di evitare che l'incidente si verifichi e non quello di poter dire con certezza a chi attribuirne la colpa!
Incrocio di via A.Bullicante in corrispondenza di via Formia

La foto mostra un altro degli incroci a "T" presenti lungo la strada.
Si noti innanzi tutto come sia stato messo in sito, immediatamente prima delle strisce pedonali, un cassonetto per la raccolta dei rifiuti che impedisce totalmente di percepire qualsiasi persona, animale o cosa di altezza inferiore a 160 cm che stia tentando di attraversare la strada. Questo è uno dei tratti della strada interessati da notevole traffico sia di attraversamento con direzione radiale (comprese due linee di autobus), sia pedonale per la presenza della fermata degli autobus, di un supermercato e di una scuola .
E' ben evidente per contro la possibilità di installare due marciapiedi centrali a cavallo dell'incrocio che, oltre a permettere l'attraversamento pedonale in sicurezza, renderebbe anche possibile individuare una corsia centrale specificatamente dedicata alla svolta ed alla immissione dei veicoli.
Questo è un punto critico dove il traffico è intensissimo nei giorni feriali, ma ha precisi orari in un verso o nell'altro in sincronia con gli orari lavorativi; proprio questa situazione renderebbe l'intervento particolarmente efficace e capace di adattarsi alle varie situazioni meglio della installazione di un semaforo!
Incrocio di via A.Bullicante in corrispondenza di via Malatesta

In questo incrocio si rinvengono parecchi fattori che lo rendono anomalo:
- la strada passa dai 13 metri del primo tratto ai 18 metri del 2^,
- le altre strade incidenti sono sfasate e di varia larghezza,
- le cadenze ed i tempi del semaforo sono "sballati",
- all'interno dell'area dell'incrocio sono posizionati i cassonetti della raccolta differenziata,
- la fermata degli autobus (n.3) è posizionata immediatamente dopo l'incrocio e in corrispondenza del restringimento della strada,
- una delle ghiotte dell'acqua piovana è da sempre ostruita, e poich il livello dell'incrocio è un poco più basso dell'area circostante, basta anche una pioggia appena sostenuta per fare allagare mezza strada, tenendola a lungo in queste condizioni..
- Infine su uno dei marciapiedi in corrispondenza di un passaggio pedonale, da tempo immemorabile esiste una struttura pubblicitaria caduta, di notte praticamente invisibile, che nessuno rimuove ....
L'insieme di queste cause crea condizioni di incidentalità in quanto induce nei conducenti una serie di comportamenti "anomali" che possono favorire l'insorgenza di incidenti.
Se ne evidenzia uno: la foto mostra la fermata degli autobus subito dopo l'incrocio, dove la larghezza della strada permette una sola corsia di marcia .
Gli autoveicoli che provengono dall'altro parte dell'incrocio (dove la larghezza della strada permette la coesistenza di 3 corsie di preselezione); quando finalmente hanno via libera non fanno neppure in tempo ad attraversare l'incrocio che la strada (che da due è ridiventata ad una sola corsia) risulta occupata da un autobus (vi insistono 3 linee!) che sta facendo la fermata.
Pertanto, se i conducenti dei veicoli sono rispettosi, si fermano in attesa occupando l'area dell'incrocio ed ostacolando il flusso di traffico che si origina con il successivo "verde", altrimenti tentano di sorpassare l'autobus in sosta, ma invadendo la corsia opposta... Tra l'altro i tempi "sballati" di questo semaforo inducono molti a tentare un recupero del tempo perso in attesa ..
Nel caso specifico basterebbe o anticipare la fermata a prima dell'incrocio (la strada in questo tratto è anche più larga!) o posticiparla a dopo l'incrocio con la vicina via del Pigneto (circa 20 metri).
Secondo tratto di via A.Bullicante (larghezza 18 metri)

La foto mostra il 2” tratto della strada: quello più largo, dove sono possibili due corsie "abbondanti" per ogni senso di marcia.
La improvvisa larghezza della strada che si presenta agli automobilisti dopo aver percorso incolonnati il tratto precedente, induce ad un recupero dei tempi ed a sorpassi azzardati. La mancata individuazione delle corsie favorisce un'andamento "ondivago" dei veicoli che, oltretutto, nei casi "fortunati" di traffico ridotto, possono superare di molto anche il limite di velocità dei 50km/h; l'esistenza di due immissione laterali di traffico rende questo tratto di strada particolarmente soggetto ad incidenti (anche più volte durante la giornata!).
Il buon esito dell'attraversamento pedonale è quanto di più incerto ed aleatorio si possa pensare. Infatti i pedoni, anche dopo avere superato più o meno fortunosamente la mezzeria della strada, non sono ancora sicuri che debbano preoccuparsi soltanto del traffico sopraggiungente dell'altra metà della strada: sorpassi effettuati al di fuori delle doppie righe sono tutt'altro che rari!
Questa situazione rende particolarmente evidente la necessità che ovunque esistano due corsie per ogni senso di marcia, deve essere prevista la sistematica messa in opera di un marciapiede centrale "salvagente": anche in presenza di semaforo!
Oltre ad assicurare il pedone verrebbe individuata anche una corsia centrale per la immissione e/o la svolta dei veicoli in sicurezza.
. anche opportuno che, in città, le due corsie di marcia, abbiano la larghezza minima compatibile con le dimensione dei veicoli; infatti larghezze superiori ingenerano nei conducenti una errata valutazione di sicurezza inducendoli a tenere un'alta velocità; o comunque consentono ad altri veicoli di immettersi tra le due file e creare una terza, pericolosissima, corsia di fatto.
Incrocio di via A.Bullicante con la via Prenestina (l.go preneste)

La foto mostra il proseguimento di via A.Bullicante immediatamente dopo l'incrocio di l.go Preneste; si può notare che in questo tratto sono state evidenziate, recentemente, tre corsie di marcia, però quella più a destra risulta inutilizzata: la presenza di auto in sosta, i numerosi chiusini quasi mai in quota con il piano stradale, una asfaltatura discontinua, infine la scomoda pendenza verso il marciapiede, ne scoraggiano l'uso.
Tanto vale allora "ufficializzare" come zona di sosta quella a ridosso del marciapiede portando a due soltanto, le corsie per gli autoveicoli e contemporaneamente riducendone la larghezza.
In questo modo si renderebbe disponibile uno spazio che potrebbe essere utilizzato per creare una corsia specificatamente riservata alle due ruote!
Incrocio di via A.Bullicante con la via Prenestina (l.go preneste)

La foto mostra la via Prenestina in corrispondenza dell'incrocio con via A.Bullicante (lgo Preneste). L'improvvisa "sparizione" della corsia interna non adeguatamente preannunciata crea una oggettiva condizione di pericolo per i veicoli: ne fanno fede le numerose tracce di urti che si riscontrano sulla barriera metallica che interrompe la corsia.
Anche in condizioni di buona visibilità, illuminazione e segnaletica, la deviazione avrebbe spiccate pericolosità: le condizione reali sono ben lontane da quelle ideali.
Oltre a quelle evidenziate, ulteriori condizioni al contorno favoriscono l'incidentalità e/o ne aggravano le conseguenze:
- Installazioni di rigide strutture metalliche ai lati della strada per sostenere striscioni pubblicitari; tra l'altro neppure abusive, ma inspiegabilmente ed incoscientemente autorizzate dall'amministrazione! Il primo consiglio della Polizia Stradale agli automobilisti è quello di non distrarsi alla guida...!
- Segnaletica verticale non sufficientemente visibile;
- Nessuna precisa delimitazione delle aree di sosta;
- Presenza di alberature interferenti con la illuminazione stradale; lampade spente;
- Improvvisa presenza di marciapiedi a spigolo vivo lungo alcuni assi stradali;
Altri fattori inducono comportamenti trasgressivi negli utenti che reagiscono negativamente ai malfunzionamenti dell'amministrazione:
- Ghiotte ostruite;
- Cassonetti in mezzo alla strada;
- Insufficiente manutenzione stradale,
- Scarsa manutenzione degli altri beni pubblici purtroppo ben visibili: per costruire una fontana che avrebbe dovuto abbellire la piazzetta dove ha sede il consiglio municipale, sono stati fatti sparire preziosi posti di parcheggio, ma non è stata mai messa in funzione; le piante che dovrebbero ornare i numerosi sedili pubblici installati lungo la strada sono secche da anni ed i vasi definitivamente utilizzati come cestini dei rifiuti..
Le foto che seguono mostrano alcune di queste situazioni.
