Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada


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QUADERNI TECNICI

N° 6
“ AUTOSCUOLE E PATENTE A PUNTI ”


“Capire per prevenire!”
Ing. Luciano Fantini
Membro della Consulta Nazionale per la Sicurezza Stradale – CNEL
per conto dell’Associazione Nazionale Familiari e Vittime della Strada
Geom. Antonio Di Maria
Collaboratore relazione


Memoria presentata alla riunione plenaria della Consulta
in data 24 settembre 2003PREMESSE
Con l’adozione della patente a punti sono stati previsti corsi di recupero per chi infrangendo il Codice della Strada, ha iniziato a “perderli”; mentre è stata prevista la ripetizione degli “esami di guida” per chi ha “sforato” la franchigia dei 20 punti.
La grande attenzione che si è manifestata nell’opinione pubblica attorno a questi temi, oltre a far ridurre l’incidentalità ha anche acceso i riflettori sull’efficacia di questi corsi e, più in generale, sugli obbiettivi a cui le autoscuole dovrebbero tendere e sui mezzi più adatti per conseguirli.
Questo documento vuole essere un contributo all’approfondimento di questi temi.
Poiché cominciano ad essere numerosi gli automobilisti che, per evitare di sforare la franchigia, già si recano presso le sedi delle autoscuole per ripristinare i punti perduti e tra poco ce ne saranno altri che vi si recheranno per ripetere gli esami, in entrambi i casi (recupero del punteggio o ripetizione dell’esame) è necessario trovare una rapida, credibile e gestibile soluzione al problema di come indurre il trasgressore a tenere una condotta di guida in sicurezza; altrimenti quest’ultimo si convincerà che il sistema che è stato attuato è in realtà un semplice espediente per far guadagnare “qualcosa” a qualcuno e si regolerà di conseguenza….!
ANALISI
È notorio come le assicurazioni penalizzino i nuovi patentati in quanto rilevano che costoro non soltanto sono coinvolti in un più alto numero di incidenti (e questo sarebbe comprensibile tenuto conto della minore esperienza!), ma anche che gli incidenti da essi causati procurano un danno nettamente più elevato rispetto alla media: questo significa che costoro omettono di adottare le misure di sicurezza adeguate a supplire alla mancanza di esperienza e se ne deduce che, poiché tutti gli utenti sono soggetti alle stesse condizioni al contorno (Presenza delle Forze dell’Ordine, qualità della Segnaletica, condizioni del Fondo stradale), chi è appena uscito dalle autoscuole non ha pienamente assimilato i comportamenti di sicurezza a cui deve attenersi per supplire alla minore esperienza di guida.
Quindi o il tempo dell’insegnamento è stato insufficiente o l’insegnamento non è stato di qualità adeguata all’obbiettivo da conseguire.
Non esistono purtroppo dati di ritorno che permettano di quantificare il fenomeno individuando il tempo ottimale dei corsi di guida e le scuole con migliore qualità d’insegnamento: la Consulta potrebbe farsi carico di questa ricerca!
Ciò che si può affermare con certezza è che le soluzioni che dovranno essere trovate per i corsi e per la ripetizione degli esami non devono essere un semplice duplicato di quanto già esiste:
l’elevata incidentalità che si verifica nel nostro paese, dovuta al “normale” comportamento di guida che si riscontra nella gran parte degli utenti della strada, rendono palese che l’attuale sistema di concessione della patente e la metodologia di insegnamento delle autoscuole non siano adeguati allo scopo per il quale il legislatore ne aveva prevista la funzione che “dovrebbe” essere quella di garantire che chi si mette alla guida di un mezzo:
- oltre a conoscere il codice della strada
- oltre a saper guidare
- deve aver intimamente recepito quanto gravi possano essere le conseguenze di comportamenti trasgressivi, sia che siano omissivi (non rispettare i limiti di velocità, non mantenere la distanza di sicurezza, non tenere in ordine il mezzo..) e/o di semplice distrazione (accendersi la sigaretta, sintonizzare l’autoradio, individuare sullo schermo televisivo la propria posizione, girarsi a parlare, digitare sul telefonino,…) e/o d’impulso incontrollato (scatti d’ira, accelerazioni improvvise, movimenti rapidi non preavvisati, arresti e partenze bruschi,...), onde essere naturalmente indotto al rispetto del codice ed alla guida in condizioni di sicurezza per se e per gli altri.
Chi rilascia la patente di guida attesta soltanto che “in quel momento” l’utente ha dimostrato una “sufficiente” conoscenza del codice e di rispetto della segnaletica, ma non ne garantisce il corretto comportamento nel futuro, né richiede che l’autoscuola certifichi FORMALMENTE il raggiungimento da parte dell’allievo di una ottima conoscenza dei comportamenti attivi da tenere per prevenire il verificarsi di incidenti nelle normali condizioni di traffico.
Se invece l’autoscuola fosse obbligata a farlo subendone le conseguenze, non solo gli interessati presterebbero più attenzione ad insegnare vera “esperienza” di guida invece di lasciare che la si consegua poi a spese di altri utenti, ma si eliminerebbero anche quegli episodi di corruzione legati alla “patente facile” di cui talvolta si ha notizia dai giornali.
A solo titolo di cronaca si riporta il seguente trafiletto tratto da un recentissimo numero della Settimana Enigmistica:



Senza giungere a questi estremi deve comunque essere possibile poter verificare l’efficacia dell’insegnamento impartito ed eventualmente trarne anche le dovute conseguenze nei confronti delle Autoscuole che si dimostrino inefficaci.
Né il metodo di risalire ad una responsabilità delle Autoscuole deve essere ritenuto scorretto: in caso di rissa nei locali pubblici l’autorità di Polizia normalmente interviene ordinando la chiusura temporanea dell’esercizio commerciale, indipendentemente dalla valutazione circa le effettive responsabilità di quanto accaduto; questo induce nel gestore una attenzione a saper cogliere per tempo eventuali segnali premonitori e ad intervenire con prontezza prima che possano degenerare.
A questo si aggiunga che le autoscuole sono sottoposte soltanto a vincoli di tipo normativo e non sono soggette a controlli sulle capacità di insegnare e di insegnare quello che serve realmente: è bene ricordarci che il giorno successivo alla pubblicazione di una qualsiasi legge sulla “Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana” tutti i cittadini italiani sono obbligati a conoscerla ed a rispettarla.
Questo vale ovviamente anche per il Codice della Strada.
Non si comprende allora perché le Autoscuole considerino loro prioritario (e praticamente unico) obbiettivo l’insegnamento dei segnali e degli articoli del codice e non (anche) quello di come mantenere in qualsiasi situazione comportamenti di sicurezza tali da evitare che si verifichino incidenti , quindi non solo dare insegnamenti tesi a dire con certezza di chi sia stata la colpa!
Chi di noi non ha avuto modo di constatare le condizioni di pericolosità che si producono quando un utente considera priorità assoluta mantenere un suo legittimo “diritto” (in quanto previsto dal codice stradale) dimenticando (in realtà neppure sapendo!) che lo stesso codice della strada lo obbliga a rinunciarvi se questo va a scapito della sicurezza?
A riprova di come in questo campo si proceda a tentoni, basti ricordare che fino a qualche tempo fa gli esami per l’ottenimento della patente di guida prevedevano anche l’inutile conoscenza delle sigle dei capoluoghi di provincia stampigliati sulle targhe automobilistiche (!) o la conoscenza del funzionamento del motore e degli organi delle vetture….., ma non si richiedeva per esempio al nuovo patentato la conoscenza di nozioni di pronto soccorso; oggi questa conoscenza è finalmente prevista, ma quanti sono gli istruttori di autoscuole che hanno seguito specifici corsi e sono quindi in grado di trasferire correttamente queste nozioni agli allievi?
Ed ancora: una volta veniva richiesto il certificato di “buona condotta” per poter aver diritto ad accedere agli esami per l’ottenimento della patente: era un sistema grossolano, ma efficace per filtrare chi, pur senza essere ancora incorso in problemi di tipo “penale”, era comunque riconosciuto avere indole malvagia e/o tenere comportamenti “asociali” secondo la valutazione o dei vicini di casa o del portiere recepita dagli agenti di Polizia incaricati della ricerca; tali fatti costituivano una probabile situazione di rischio se fosse stato alla guida di un mezzo.
Più modernamente a questo sistema di valutazione “collettivo” si è sostituito quello del medico che avrebbe dovuto, con maggior professionalità, esprimersi al riguardo della capacità psicofisica dell’utente a guidare un mezzo: nella realtà difficilmente questo attestato esce dalla routine della produzione cartacea…….
Fatte queste premesse e se l’analisi è corretta (sottovalutazione dell’importanza della sicurezza!) è anche facile individuare delle linee guida percorrendo le quali l’obbiettivo (aumento della sicurezza stradale - riduzione della incidentalità) possa essere conseguito, senza trasformarlo, cammin facendo, in un nuovo mezzo per fare cassa!

LINEE GUIDA
I Corsi di recupero saranno efficaci se si riuscirà, con l’occasione, anche ad aumentare la qualità del servizio reso dalle Autoscuole. Ciò significa che le Autoscuole devono essere specificatamente abilitate a questa nuova attività e devono rispondere dei risultati pena il loro declassamento in caso di inefficacia.
Gli attuali sistemi informatici permettono con facilità di eseguire questi riscontri abbinando ad ogni ripatentato e/o “recuperato” la rispettiva Autoscuola che lo ha preparato e/o presentato a sostenere gli esami garantendo per lui.
L’abilitazione si dovrebbe conseguire non in modo automatico (per esempio facendo solo riferimento all’anzianità: infatti potrebbe anche voler dire che è da tanti anni che insegna male!), ma dimostrando che la struttura, il personale, l’organizzazione e le procedure di insegnamento sono adatte al conseguimento degli obbiettivi di sicurezza.
A maggior ragione queste caratteristiche devono valere per la ripetizione degli esami in caso di ritiro della patente a qualsiasi titolo questo si sia verificato!
Si elencano alcuni dei titoli che le autoscuole dovrebbero possedere:
- disponibilità di materiale didattico informatico, particolarmente efficace specie per la grande quantità di esempi e casi che possono essere forniti e mostrati,
- postazioni di computer simulativi in numero adeguato alla potenzialità dell’azienda,
- convenzioni con enti in grado di far fare prove su strada in condizioni limiti e/o dimostrazioni degli effetti di un incidente,
- attestati per il personale docente di aver seguito corsi di didattica, di pronto soccorso, di aggiornamento professionale,
- conseguimento della qualifica di qualità ISO 9000, …
- ……….

RECUPERO PUNTEGGIO PERDUTO
Le finalità che si dovrebbero perseguire in questa fase debbono essere essenzialmente indirizzate alla conoscenza di nozioni e di comportamenti di sicurezza:
- capacità di valutazione delle distanze,
- capacità di valutazione della velocità,
- conoscenza della correlazione tra velocità e tempi di frenata,
- misure per la prevenzione degli incidenti in corrispondenza degli incroci e degli attraversamenti pedonali,
- valutazione ed individuazione delle zone di scarsa visibilità e relative misure di sicurezza
- comportamenti da tenere in presenza di moto, cicli, ….,
- comportamenti da tenere in presenza di condizioni atmosferiche sfavorevoli, orari di abbagliamento solare,…
- comportamenti da tenere in presenza di autoveicoli in servizio di emergenza per favorirne il movimento,
- guida di autoveicolo trasportante un ferito,
- messa in sicurezza di un sito in cui è avvenuto un incidente,
- conoscenza dei pericoli più usuali in cui si può incorrere (Mancanza di reti di sicurezza sui cavalcavia, esistenza di varchi che interrompono la continuità delle barriere centrali delle autostrade, entrata in gallerie non sufficientemente illuminate, formazione di ghiaccio in corrispondenza dei ponti in c.a.,…..)
- corretta e completa padronanza dell’utilizzo dei dispositivi di segnalazione installati nelle vettura (principalmente le cosi dette “frecce”, ma anche dei fari), utilizzo di questi strumenti ai fini della sicurezza,
- individuazione di posizioni e movimenti delle braccia per indicare presenza di feriti o ostacoli improvvisi,
- cosa fare in caso di fermata in emergenza su strada normale, in autostrada; conoscenza dei tempi di reazione degli utenti agli stimoli visivi,….
- presa d’atto dei tempi necessari per accendere la sigaretta, rispondere al telefonino, sintonizzarsi sulla radio, girarsi a parlare con l’interlocutore in macchina, …., legando questi tempi alle varie velocità di guida..
- capacità di saper prevenire possibili errori degli altri (sorpasso di motociclisti, incroci su curve, immissione di traffico,…)
- mantenimento della propria corsia di marcia (anche se ricostruita virtualmente in mancanza delle apposite segnalazioni orizzontali) evitando continui ( e spesso del tutto inutili) cambiamenti di corsia
- importanza di adeguare la propria velocità alla situazione locale
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RIPETIZIONE ESAMI DI GUIDA
A seguito di una piccola ma pur significativa indagine svolta sulla conoscenza del dispositivo della Patente a punti, che ha interessato 10 persone in possesso di patente di guida si è potuto constatare che 5 persone non avevano chiaro che si potesse recuperare punteggio prima dello sforamento dei 20 punti, le altre cinque che invece erano a conoscenza di questo meccanismo, hanno fatto (tutte!) valutazioni negative circa l’efficacia nel tempo di quanto previsto, mostrandosi convinti che a breve, quando tutti avessero percepito bene il meccanismo, tutto si ridurrà a pagare una “contravvenzione” in più….
Per evitare che sfruttando il sistema dei recuperi (fatta la legge trovato l’inganno!) con il quale si renderebbe altamente improbabile la ripetizione dell’esame da parte dell’utente sanzionato, con il che si perderebbe una parte notevole dell’effetto deterrente specifico della patente a punti, si ritiene utile proporre una modifica all’attuale disposizione indicando delle situazioni di riduzioni del punteggio che non possono essere oggetto di recupero (per esempio : contenuto del tasso di alcool superiore a ..?..., in quanto non possono essere considerati equivalenti gli effetti di un limitato sforamento del limite con quelli dovuti ad una situazione da fondo scala!, superamento dei limiti di velocità di ..?.. km/h nel centro abitato e di …?.. km/h …..in autostrada, aver causato incidenti particolarmente gravi nelle conseguenze, specie alle persone,….) .
Partendo dal presupposto che chi arriva a questa condizione (sforamento del punteggio) deve essere valutato un elemento ad alto rischio per se e per gli altri quando è alla guida, non ci si deve quindi limitare a far sostenere un esame “normale” , ma un esame personalizzato messo specificatamente a punto sulla singola persona dopo un test che individui le sue specifiche carenze e definisca a quale tipo di addestramento debba essere sottoposto l’utente se vuole riottenere la patente.
La “riconcessione” della patente di guida può anche essere legata al rispetto di “prescrizioni” particolari (non guidare in un certo “range” di orario, non superare mai determinati limiti di velocità, non trasportare passeggeri, non guidare in autostrada, sottoporsi periodicamente ad una visita con uno psicologo,….): deve rimanere memoria della sua situazione pregressa per tenerne conto!
Pertanto l’esame per riottenere la patente non può ridursi ad una “toccata e fuga” di pochi minuti, ma deve comprendere un periodo di tempo (ed un percorso) abbastanza lungo ed articolato atto a saggiare i comportamenti di guida in tutte le più usuali situazioni!
Chi, grazie all’attuale organizzazione delle Autoscuole, è riuscito a passare il settaccio a maglia larga del primo esame di guida, se non è in grado di condurre un mezzo mantenendo sufficienti condizioni di sicurezza per se e per gli altri, non può sperare di riuscirci con la stessa facilità alla ripetizione dell’esame.





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