Museo della repubblica partigiana di Montefiorino

Il Museo, di proprietÓ del Comune di Montefiorino, Ŕ gestito in collaborazione con l'Istituto storico di Modena, che ne ha la direzione scientifica e ne cura l'attivitÓ didattica.
L’idea di realizzare a Montefiorino un museo dedicato alla Repubblica partigiana risale ai primi ’70 anche se la realizzazione vera e propria Ŕ del 1979. Fin dalla sua creazione esso trov˛ spazio nella rocca di Montefiorino, da sempre luogo del potere e sede del comando partigiano durante l’esperienza della Repubblica incendiato dai tedeschi e successivamente ricostruito.
Alla base del progetto museale era l’idea di evidenziare la “partecipazione concreta delle popolazioni della valle del Secchia alla lotta di liberazione”.
Con grande originalitÓ, non solo per l’epoca, il percorso museale narrava la storia del territorio a partire dalle violenze squadriste degli anni ’20 fino alla contemporaneitÓ aprendo un’interessante parentesi sui problemi della comunitÓ montana e stabilendo un collegamento tra il passato storico del territorio ed il suo presente.
In occasione del 50° anniversario della repubblica partigiana (1994) il museo fu ripensato e successivamente ritoccato nel 1996. La necessitÓ di un rinnovamento nasceva soprattutto dalla presa di coscienza che il progressivo allontanarsi delle vicende narrate comportava una necessaria modifica del percorso museale verso un approccio pi¨ didattico, che fosse in grado sia di stabilire un legame tra la storia nazionale e le storie locali sia di affrontare le vicende della Repubblica partigiana da una pluralitÓ di punti di vista e non solo da quello militare che per anni era stato il pi¨ valorizzato. L’attuale percorso, infatti, partendo da un inquadramento generale del fenomeno resistenziale e passando alla definizione dell’esperienza delle zone libere, delle vicende lungo la linea gotica e nell’appennino modenese e reggiano, arriva a toccare gli aspetti sociali della Resistenza affrontando argomenti quali la vita quotidiana dei partigiani e l’impegno delle donne.
Il racconto Ŕ ritmato dall’intersecarsi di pi¨ livelli narrativi: quello pi¨ propriamente museale degli oggetti, quello delle fotografie dell’epoca e, non meno suggestivo, quello delle parole reso attraverso la rielaborazione in forma poetica delle lettere dei condannati a morte della resistenza del poeta Roberto Roversi.

Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena
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