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Modena, 27 gennaio 2005 “COMUNICATO
STAMPA”
L'AUTODROMO DI MARZAGLIA È UN PROGETTO
CHE RITENIAMO AMBIENTALMENTE E CULTURALMENTE INSOSTENIBILE
PERCHÉ CEDE UN ALTRO PEZZO IMPORTANTE DEL
NOSTRO TERRITORIO AGRICOLO ALL’URBANIZZAZIONE,
CREA NUOVI RISCHI PER LE FALDE, RAFFORZA LA CULTURA
DEL MEZZO PRIVATO E DELLA VELOCITÀ CHE NEGA
LA POSSIBILITÀ DI UN SISTEMA DELLA MOBILITÀ
MENO INQUINANTE E PIÙ SICURO.
La sicurezza stradale non è un problema secondario:
ogni anno sulle strade italiane muoiono 9.000 persone
e altre 20.000 restano menomate in modo permanente;
la velocità è la principale causa
degli incidenti. Sappiamo tutti che Modena è
una delle Provincia più colpite dagli incidenti
stradali. Per fermare questa strage istituzioni
e associazioni hanno attivato campagne di educazione
rivolte ai giovani finalizzate al rispetto delle
regole del codice stradale e alla diffusione di
comportamenti prudenti e rispettosi della propria
vita e di quella degli altri. Bisogna chiedersi
allora se un tempio alla velocità, come sarà
il circuito di Marzaglia, aiuterà queste
campagne oppure le renderà più difficili,
rendendo meno credibili anche le istituzioni che
le promuovono. E poi, come la mettiamo con l'inquinamento
e l'intasamento da traffico, che sembra un problema
apparentemente irrisolvibile? Secondo gli amministratori
della nostra città uno degli ostacoli più
importanti per la risoluzione dei problemi del traffico
è costituito dalla resistenza dei cittadini
a cambiare le loro abitudini, in particolare ad
abbondare l’amata automobile in favore di
altre modalità di trasporto. Quale sarà
l’impatto di Marzaglia? Aiuterà il
cambiamento comportamentale oppure favorirà
il mantenimento delle cattive abitudini? Cosa c'entrano
poi hotel, residence e centri commerciali con la
pista? E' un progetto al servizio della ricerca
tecnologica, della guida “sicura” o
della speculazione edilizia e dell’interesse
privato ?
Infine,c’è il grande tema ambientale
legato all'ubicazione dell'autodromo in un area
particolarmente delicata che ospita nel sottosuolo
le principali falde della provincia. Gli amministratori
e i pianificatori del passato tenevano in grande
considerazione quest’area, perché ne
conoscevano il ruolo fondamentale nel ciclo dell’acqua
potabile e la qualità dei suoli agricoli
presenti. Ora questa attenzione non c’è
più e si ha l’impressione che gli amministratori
attuali siano interessati unicamente ad edificare
e a ricoprire di strade, autostrade, cave il poco
territorio libero rimasto. Se vi sembrano parole
forti vi invitiamo a guardare una carta del territorio
compreso tra la città e il Secchia con le
cave e le infrastrutture in corso di realizzazione
o previste, vi accorgereste che non esiste un solo
angolo di territorio sfuggito alla furia costruttiva
degli attuali pianificatori.
Per questa ragione Sabato 29 alle 15.30, insieme
a tutto il coordinamento contro l'Autodromo, invitiamo
tutti in Piazza S. Agostino per ribadire l’opposizione
al progetto di autopista a Marzaglia, simbolo di
una vecchia e perdente idea dello sviluppo e grimaldello
per cedere un altro pezzo di territorio alle brame
delle aziende di costruzione.
LEGAMBIENTE MODENA
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