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Modena, 22 Luglio 2005 “COMUNICATO STAMPA”:

IL COMUNE DI MODENA INTENDE VENDERE I CAMPI DA CALCIO ALL’INTERNO DEL TESSUTO URBANO ORA IN USO A POLISPORTIVE COME AREE FABBRICABILI, PER FARE CASSA.
LEGAMBIENTE RICORDA ALL’AMMINISTRAZIONE CHE LE AREE VERDI ESISTENTI, QUANDANCHE ECCEDENTI IL MINIMO DELLO STANDARD DI LEGGE, RAPPRESENTANO UN CAPITALE SOCIALE INALIENABILE.

Con questa delibera si attua una sana politica patrimoniale che tiene conto di aree o immobili monitorati e censiti che compongono il patrimonio disponibile”– ha commentato l’assessore al Patrimonio Antonino Marino illustrando la relativa delibera della Giunta comunale dell’11 Luglio scorso. “Si mettono in vendita quelli che hanno esaurito una utilità pubblica, o sono il residuo di altri interventi di natura pubblica portati a regime”. Marino ha quindi aggiunto che non si tratta di “un’operazione di cassa, ma di un investimento sociale. Con i proventi, infatti, finanzieremo nuovi investimenti, nuove opere e garantiremo nuovi alloggi, previsti dal piano regolatore, e nuovi servizi alla città” (dal Comunicato stampa del Comune 2001_08526 del 11/07/2005)

Nella realtà l’assessore Marino dichiarando che “si pone l’obiettivo di avviare una rilevazione dei campi da calcio esistenti su terreni di proprietà comunale con la finalità, di ricollocarli in zone dove potrà migliorare la dotazione sportiva della città” sta dicendo una cosa molto diversa: il Comune di Modena intende vendere i campi da calcio all’interno del tessuto urbano ora in uso a polisportive come aree fabbricabili, per fare cassa.
Il linguaggio finto tecnico dell’assessore nasconde un’operazione che definire una porcheria è elegante.

In una città che celebra il quarantesimo del PRG del ’65, uno dei primi esempi di urbanistica riformista, pensato ed attuato in concertazione tra la cittadinanza e amministrazione (non c’era ancora l’Agenda 21 ma allora la si faceva davvero al contrario di adesso), firmato dai migliori tecnici dell’epoca, questa cosa non si doveva neanche pensarla.
Legambiente ricorda alla Giunta Comunale che le aree verdi esistenti, quandanche eccedenti il minimo dello standard di legge, rappresentano un capitale sociale inalienabile.
Con questo progetto la Giunta di centrosinistra del Sindaco Pighi si allinea alle politiche del governo nazionale già in atto da qualche tempo: dismissione delle proprietà pubbliche, paventata vendita delle spiagge, ecc.
Legambiente Modena rimane dell’idea che l’esperienza delle politiche riformiste non sia finito e che le città dell’Emilia Romagna debbano continuare a dare esempi in questo senso.
Nonostante l’assessore Marino.

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Ultimo aggiornamento 12/12/02