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Modena, lì 5 marzo 2006.

Il programma di Legambiente Modena 2006

1) Basta al continuo aumento delle aree urbanizzate

Negli ultimi anni assistiamo ad un incremento delle previsioni urbanistiche in modo generalizzato in tutti i comuni della provincia di Modena.
Secondo le statistiche rese note dall’Amministrazione provinciale, l’aumento del territorio pianificato, ovvero delle nuove previsioni urbanistiche (residenza, industria, servizi) nel decennio 1986/1996 è stato del 6,8%, annuo pari ad un incremento medio di 116 ha per anno, ma nei sei anni successivi dal 1996 al 2002 è già dell’11,6% con un incremento medio triplicato a 350 ha/anno.
La popolazione della provincia nel 2001 era di 633.993 unità, per 254.218 famiglie. Lo scenario di incremento prevede uno sviluppo dello 0,7% annuo e quindi si raggiungerebbero nel 2014 le 700.000 unità. Secondo i dati del censimento 2001, gli edifici ed uso abitativo inpProvincia sono 106.696 per un totale di 302.808 alloggi.
Dal 1951 al 2001 il numero degli alloggi si è triplicato. Di questi 46.508 pari al 15,3%, risultano vuoti, nel 1951 erano 4.263 pari al 3,8%.

Si nota da questi dati come nella nostra provincia l’aumento della ricchezza sia andato di pari passo con l’aumento del patrimonio abitativo. Quando questo ha raggiunto la soglia del bisogno primario (1 alloggio per ogni famiglia), si è sviluppato il fenomeno speculativo, ovvero il riversamento di una parte della ricchezza sull’investimento immobiliare.
Legambiente ritiene che la casa debba rimanere un valore sociale e le politiche di settore non devono premiare la rendita immobiliare. E’ dannoso per l’economia ma soprattutto per l’ambiente.

Risulta prioritario per questo l’acquisizione del concetto di risorsa finita per quanto attiene non solo le fonti di energia, ma l’acqua, l’atmosfera e principalmente il suolo.
L’impronta ecologica (l’indicatore previsto recente Dlgs 192/2005 di recepimento della direttiva europea sulla certificazione energetica degli edifici) della nostra provincia vede un dato preoccupante: ovvero ogni abitante impatta 3,73 ha di suolo (dati ARPA), con un dato nell’area di Modena di 3,91.
Considerando che ogni abitante della terra avrebbe teoricamente a disposizione 2 ha. si può rilevare come il nostro stile di vita abbia un impatto pari al doppio di quello di un abitante del sud della Terra.
Al di là delle pur nobili iniziative di cooperazione allo sviluppo di cui tante amministrazioni e associazioni si fanno carico, la solidarietà comincia nel ripensare il nostro stile di vita per non continuare a “rubare” il suolo agli altri.

Quindi chiediamo interventi limitati di edilizia sociale caratterizzata da alta compatibilità ambientali ed interventi di riqualificazione e ristrutturazione delle aree residenziali esistenti. La pianificazione urbanistica e territoriale deve tenere fortemente conto della compatibilità con tutte le componenti della matrice ambientale (Aria, rumore, energia, acque, suolo e sottosuolo, elettromagnetismo)

Per questo ci opponiamo, insieme a tutto il coordinamento NoPista, al nuovo autodromo di Marzaglia, che danneggia irreparabilmente un’area oggi caratterizzata da un nascente distretto della Bioagricoltura ed Ecosolidarietà per trasformarla in una nuova zona di speculazione edilizia

Proponiamo infine la modifica del Regolamento Edilizio (RUE) per l’inserimento di linee guida e parametri prestazionali che assicurino l’applicazione della certificazione energetica verso le classi superiori (vedi oltre)


Ridurre e riciclare i rifiuti costa molto meno che bruciarli, e ne giova alla salute!

Sulla gestione dei rifiuti siamo impegnati insieme ad un ampio schieramento di associazioni, e comitati cittadini, (nel coordinamento provinciale Rifiuti Zero) contro il raddoppio dell’inceneritore, e per contrastare il conseguente PPGR approvato dalla Provincia di Modena dopo essersi piegata al mera logica della massimizzazione del business della ex municipalizzata Meta oramai Hera Modena.

Il coordinamento ha organizzato una serie di incontri pubblici con medici, tecnici esperti amministratori, che. hanno testimoniato come è possibile già oggi un'altra gestione dei rifiuti.

Inoltre all’interno del coordinamento si stanno monitorando anche altre situazioni critiche, come l’impianto di smaltimento e recupero rifiuti pericolosi previsto a Stuffione di Ravarino, o un impianto a Finale Emilia che sulla carta dovrebbe essere a biomassa, ma sembrerebbe piuttosto essere destinato a nascondere un secondo possibile inceneritore.

Più energia dal Sole

Siamo contrari all’assimiliazione delle termovalorizzazione alle energie rinnovabili. E’ infatti un processo inefficiente che impedisce di risolvere correttamente la gestione dei rifiuti

Vogliamo quindi che le scelte in tema di reti di teleriscaldamento ed eventuali impianti di cogenerazione. venga condotta in modo indipendente dal Comune e in connessione con la pianificazione urbanistica. Ossia la pianificazione energetica non deve essere lasciata in mano ad Hera ma deve tener conto dell’evoluzione delle tecnologie per il risparmio energetico e lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Dovranno quindi essere inserite linee guida nei Piani Regolatori e parametri prestazionali e prescrizioni nei Regolamenti Edilizia per l’applicazione di valori di isolamento termico degli edifici nuovi e in ristrutturazione (che andranno incentivate) e l’adozione obbligatoria di collettori solari termici nel risidenziale e di pannelli fotovoltaici nel terziario avanzato e per i grandi condominii (a copertura degli usi elettrici comuni).

L'energia è un servizio pubblico di interesse generale per il quale deve prevalere il diritto universale al servizio nell'ambito dei vincoli ambientali assunti dalla Regione e dallo Stato (Il protocollo di Kyoto che ci impone di dimnuire le emissioni climalteranti, conseguenti al consumo di energia).

Il Comune di Modena insieme a tutti gli altri enti locali dovrà operare all’interno di Hera a difesa della sostenibilità e della qualità ambientale del territorio, quale condizione essenziale per la liberalizzazione (che non coincide affatto con la privatizzazione); altrimenti si torni al pubblico!

L'acqua deve rimanere di tutti!

Meglio la gestione "in house" che la privatizzazione con l'llusione che bastino le sole politiche tariffarie alla riduzione degli sprechi e dei consumi.
Sono assolutamente necessari interventi di razionalizzazione e riqualificazione della rete di acquedotti con particolare attenzione alla distribuzione finale.
Tutela della falde negli interventi urbanistici.

Risaniamo l'aria di Modena!

Modena è fuori dai limiti consentiti dalle legge per la qualità dell'aria. La provicnia deve quindi provvedere ad un piano di Risanamento che il Comune dovrà attuare scrupolosamente.
Si chiede quindi anche per questo di non raddoppiare l’inceneritore perché comunque peggiorativo della qualità dell’aria (e dovrà quindi essere alemeno compensato da una riduzione di emissioni fisse o mobili)
Bisogna quindi approvare misure sui trasporti capaci di migliorare la diversione modale da trasporto privato a trasporto pubblico di almeno il 50% in cinque anni.

Non è vero che fluidificare il traffico diminuisca l’inquinamento dell’aria. Anzi, potrebbe aumentare i km percorsi e quindi peggiorare la qualità dell’aria, ad esempio per la maggior quantità di polveri sollevate.

Chiediamo quindi di:
- sviluppare la mobilità debole definendo dei percorsi ciclabili e pedonali protetti i grado di collegare tutti principali poli di attrazione.
- allargare la chiusura al traffico a zone limitrofe al centro storico ed a zone periferiche residenziali
- allargare la zona di solo traffico pedonale del centro storico a tutta la via Emilia (ad eccezione dei filobus).
- aumentare le “zone 30”
- limitare maggiormente l’accesso alle ZTL e delimitare a percorsi ristretti la circolazione in centro dei residenti.
- rendere obbligatorio l’acquisto di un posto macchina ai residenti in centro (con agevolazioni proporzionali al reddito).
- Aumentare i km percorsi nel contratto di servizio di ATC e quindi la frequenza e le linee degli autobus
- sviluppare le piattaforme di interscambio con il servizio ferroviario metropolitano (rafforzandone la frequenza) e punto di distribuzione biciclette e veicoli elettrici.
- Prevedere “transit point” per la distribuzione delle merci con particolare attenzione al centro storico.
- Adottare politiche tariffarie all’accesso al centro storico e “zone 30” nelle aree residenziali in modo da disincentivare l’ingresso dei veicoli con cilindrata superiore a 1600 cc (anche dei residenti)
- Vietare la circolazione dei SUV nel centro storico e nelle “zone 30”
- Consentire la circolazione delle bici in centro storico e “zone 30” anche contro mano

Per favorire la diversione modale del trasporto passeggeri e merci da gomma a ferro chiediamo di rafforzare i servizi ferroviari metropolitani (da preferire alle fantomatiche metropolitane)

Infine la fluidificazione del traffico con le rotonde è solo un palliativo, che se può avere qualche effetto positivo nella riduzione dei tempi di percorrenza nelle ore di punta, ma ha lo sgradevole effetto di incentivare la mobilità privata, di disincentivare gli spsostamenti in bici ed a piedi e di deturpare fortemente il territorio ed il paesaggio. Chiediamo quindi meno rotonde e più trasporti pubblici e piste ciclabili!!!

Infine, insieme ai circoli di legambiente locali della provincia di Modena, ci opponiamo fermamente alla bretella Campogalliano Sassuolo, che si andrebbe inutilmente ad aggiungere alle strade già esistenti e che rischierebbe solo di essere il viatico per la Modena - Lucca e chiediamo di interrare il tratto di autostrada a San Cesario sul Panaro.

Per queste e molte altre ragioni iscrivetevi al Circolo di Legambiente di Modena
26 euro, con abbonamento a Nuova Ecologia incluso

Scrivi a Legambiente Modena o contattaci al 335-66508465
(dalle 18 alle 20)

Legambiente Modena

Legambiente Modena – Onlus
Iscritta Al Registro Provinciale Del Volontariato Con Det. N° 89 Del 6/08/2002
Sede: Via Newton 150, 41100 Modena, C.F. 94103100361
Ultimo aggiornamento 12/12/02