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Comunicato stampa su PM10 e SUV Modena 20 Marzo 2008

 
SIAMO FUORI-STRADA

E’ evidente che siamo tutti fuori-strada.

Un numero sempre maggiore di SUV ed auto di grossa cilindrata, che hanno consumi molto più elevati di una semplice utilitaria, circola nelle strade delle nostre città mentre il prezzo del petrolio tocca i suoi massimi storici. È sempre più frequente veder circolare imponenti SUV famigliari nonostante la crescente carenza di parcheggi. Ad un SUV Euro4 è permesso circolare durante i blocchi del traffico nonostante inquini il 50% in più di una utilitaria Euro0.

Questa è la surreale situazione delineata dal rapporto “Mal’aria 2008” stilato da Legambiente, che pone l’accento sullo stato di degrado della qualità dell’aria nelle nostre città.

 

A poco più di due mesi dall’inizio dell’anno già 17 capoluoghi di provincia hanno superato il numero massimo di giorni, 35 in un anno, per i quali è tollerato dalla legge un superamento del valore limite giornaliero previsto per il PM10 (50 µg/m3). In questa infelice classifica Modena si piazza ad un allarmante 2° posto con ben 44 giorni di superamento del suddetto limite (Fonte: Bollettino del 28/02/2008 di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”).


Mercoledì 5 marzo il Comune di Modena comunica per mezzo stampa che il blocco del traffico previsto per il giorno dopo è revocato perché le piogge ed in generale il maltempo dei due giorni prima hanno determinato un deciso miglioramento della qualità dell’aria in città. Giovedì 6 marzo Arpa pubblica sul suo sito il bollettino quotidiano sullo stato dell’inquinamento atmosferico rilevato il giorno prima: le tre centraline ubicate nelle zone più critiche della città rilevano ciascuna una media di 43 superamenti del limite di legge previsto per le polveri sottili. Il blocco del traffico non andava assolutamente revocato!

Le amministrazioni sono perfettamente consapevoli che l’inquinamento da particolato è un fenomeno di larga scala, per cui provvedimenti a carattere locale non sono sufficienti a risolvere il problema. La Pianura Padana, a causa della sua morfologia, oltre ad essere sorgente di elevati quantitativi di inquinanti è anche una calamita per quelli che vengono prodotti nelle zone limitrofe. Per ridurre efficacemente ed in maniera permanente le emissioni su vasta scala, sono necessari provvedimenti a lungo termine basati su un coordinamento a livello nazionale delle iniziative a scala locale. A livello nazionale, è necessario intervenire a favore della mobilità urbana (sono le aree urbane che denunciano i più elevati livelli di pressione ambientale e di congestione del traffico) anziché continuare ad investire sulle reti di trasporto a lunga distanza (TAV, autostrade, ecc.). Su scala locale i sindaci devono attuare misure volte a ricavare i fondi per gli interventi necessari, sulla scia del Road Pricing di Londra, grazie al quale si stanno finanziando le infrastrutture pubbliche.

Il blocco del giovedì è totalmente inutile se non viene esteso a tutta la settimana, se non si migliora il servizio di trasporto pubblico urbano, se non si disincentiva la circolazione ai SUV e ai mezzi di grossa cilindrata. Le amministrazioni devono intervenire in maniera drastica ed intransigente per portare la qualità dell’aria a livelli quanto meno decenti. Non ultimo, è fondamentale continuare l’opera di sensibilizzazione dei cittadini che percepiscono le manovre antismog come una limitazione della loro libertà di circolazione senza accorgersi che già ora non godono più del fondamentale diritto alla salute.


C’è in gioco la nostra salute e quella di chi verrà dopo di noi. Abbiamo delle responsabilità che non possiamo più continuare ad ignorare.

Sara Toniolo
per Legambiente Modena

 

 

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Ultimo aggiornamento il 13/02/09 5:35 PM