Tanti
Auguri a tutti.
e vi giriamo quelli ricevuti da Emilio Molinari del
Contratto
Mondiale sull'acqua
(vedi anche http://unimondo.oneworld.net/article/frontpage/252/3944/
)
Cari amici, con il 2003 finiscono le celebrazioni
sull'acqua e il rischio, come
si suole dire, è che "passata la feste,
gabbato lo santo"
Ovvero, non se ne parli più o se
ne parli sempre meno, se ne parli solo in
termini generali e ideali, se ne parli in termini di
aiuto ai poveri, di
educazione al risparmio personale ecc..
Tutte cose necessarie, estremamente importanti,
ma che eludono il principale problema di oggi, cioè:
l'epocale scontro politico che è in atto universalmente
sulla mercificazione del bene comune ACQUA, ovvero la
sua PETROLIZZAZIONE, che si presenta come un vero e
proprio passaggio di civiltà.
- Questo scontro, penso lo sappiate bene,
si manifesta prima di tutto con la
privatizzazione dei servizi idrici locali e con la messa
in bottiglia del
diritto al bere. Entrambe le cose hanno a che fare con
le scelte politiche.
- Questo scontro muove dagli enormi interessi
di potenti Multinazionali,
sostenuti da pubblicità e mass media, da governi,
partiti, istituzioni di tutti
i tipi e in tutto il mondo.
- Questo scontro attraversa profondamente
il nostro paese, i nostri partiti, le nostre istituzioni
nazionali e locali, e fino all'ultimo si è manifestato
nella
la finanziaria che il parlamento ha appena votato.
Nel nostro paese questo scontro è
in atto da tempo, abbiamo ottenuto alcuni risultati,
ma non è finito.
Il parlamento ha dovuto recepire la pressione
del movimento e rinunciare a
rendere obbligatoria la privatizzazione dei servizi
idrici locali, ha dovuto
concedere la possibilità di scelta delle SPA
interamente pubbliche gestite in
hause.
Ebbene, più del 60% delle società
di gestione del servizio idrico in Italia, non è
ancora stato messo a gara, non ha perciò ceduto
azioni ai privati.
Inoltre si è costituita l'Associazione
degli eletti dell'acqua, che pensiamo
possa costituire un punto di forza e nello stesso tempo
un elemento di
strategia per ricostruire la politica a partire appunto
dai beni comuni.
Quindi cari amici la battaglia nel nostro
paese, è ancora aperta e dovremmo
riprenderla nel 2004 con forza, tutti assieme possiamo
farcela.
Credo però che ognuno debba riscoprire
in sé, prima della fedeltà o disciplina
al partito, il rispetto per le proprie idee, la libertà
di giudizio personale.
Perché, a chiusura di un anno, permettetemi di
parlare con brutale franchezza:
-credo non sia più possibile nasconderci che
in questo scontro, purtroppo, la maggioranza dei partiti
del centro sinistra e gli enti locali governati dal
centro sinistra, sono stati in prima fila, e determinatissimi,
nel sostenere la
privatizzazione dell'acqua.
-Gli on. Bersani e Bassanini sono stati a questo proposito,
degli integralisti
delle privatizzazioni.
-E sarà bene non nasconderci anche che i sindacati,
le grandi associazioni
ambientaliste non hanno brillato per chiarezza, che
purtroppo anche la sinistra radicale e antiliberista
si è sicuramente impegnata di più, ma
solo localmente e talvolta marginalmente, e non ha impiegato
i propri mezzi di propaganda e gli spazi mediatici che
dispone per informare l'opinione pubblica della portata
politica dello scontro in atto che mi sia concesso è,
per la cultura dei diritti, forse della stessa portata
dell'art. 18.
Inoltre tutta la sinistra ha completamente
escluso, sembra aver rimosso dai
propri programmi, la questione della privatizzazione
dell'acqua e quella delle
privatizzazioni in generale.
Oggi, in vista di elezioni mentre si moltiplicano
i tavoli di confronto
programmatico in tutto il centro sinistra e Rifondazione
comunista, nessun
partito sta ponendo con la dovuta serietà la
questione delle privatizzazioni.
Del passaggio al mercato dell'acqua, dell'energia,
della sanità, della scuola, dei trasporti, negli
accordi elettorali e nei programmi per i futuri governi
locali e nazionali non si parla, l'unico a parlarne
ancora con cipiglio è l'on.
Bersani che intervistato dal Corriere della Sera, a
proposito del programma per un futuro governo di centro
sinistra, ha risposto con una sola inequivocabile parola:"liberalizzazioni"
La parola chiave, quella che i poteri
veri e forti vogliono sentir dire dai
politici.
Ma io sono convintissimo che:
- la questione delle privatizzazioni è
la vera grande questione in gioco, in
Italia e in Europa.
Sono convintissimo che:
- oggi riaffermare la democrazia, voglia
dire principalmente ridare senso
collettivo al cittadino, al lavoratore, all'abitante,
riaffermare nella loro
cultura un DNA universale, l'intangibilità dei
beni comuni, dello stato
sociale, dei diritti fondamentali, del servizio pubblico
nell'interesse di
tutti.
Cari amici, credo cominci ad essere uno
scandalo il fatto che i partiti della
sinistra non tirino concrete conseguenze politiche dai
catastrofici avvenimenti come la crisi Argentina e le
conseguenze sociali delle privatizzazioni. Non imparino
nulla dal fatto che l'anno che ci lasciamo alle spalle,
sia stato segnato dal ripetersi di drammatici segnali,
tutti simili come le "crisi-degrado" delle
grandi multinazionali Enrom, Warcom,Vivendi prima, e
poi Cirio e Parmalat quella dell'unica acqua micro filtrata,
quella che ha comprato le centrali del latte comunali.
Non riflettano sulla grande crisi del
privato, della sua etica, della sua
efficienza, e in particolare sulla crisi di quel privato
globalizzato e legato
alla politica, che trae benefici dalle privatizzazioni
dei settori pubblici e
dei servizi.
Credo sia allarmante che non si ragioni
sui blak out elettrici americani,
canadesi ed italiani, eventi che hanno tutti a che fare
con le
privatizzazioni.
Non traggano contenuti programmatici dalle
sacrosante manifestazioni della
società civile: dalla rivolta Boliviana contro
la privatizzazione dell'acqua e
del gas, agli odierni scioperi spontanei dei lavoratori
dei trasporti pubblici,
vittime assieme agli utenti della "efficienza"
delle privatizzazioni che, è
ormai palese e sotto gli occhi di tutti, hanno generato
sottosalari,
precarizzazione del lavoro, caduta delle professionalità
e
deresponsabilizzazione, cattive manutenzioni, pericoli,
peggioramento dei
servizi.
Scusate ancora per questo sfogo di fine
anno, ci siamo conosciuti in tanti
dibattiti e sapete che nelle mie parole non c'è
alcun spirito qualunquista e
nessun invito ad abbandonare i partiti, nessuna partigianeria
per questo o quel partito, c'è la partigianeria,
questa sì, per i BENI COMUNI e la profonda convinzione
che la PARTECIPAZIONE diretta sui contenuti e alle battaglie
che si ritengono giuste, sia l'unica cosa che può
prevenire disastrosi risvegli all'umanità e ridare
dignità alla politica e alla democrazia.
Per un 2004 di PARTECIPAZIONE Per i BENI
COMUNI per la REX PUBBLICA
TANTI AUGURI
Emilio Molinari
Vice presidente (Italia) del Contratto
Mondiale Sull'acqua.