| Principale
Le
altre proposte e i comunicati stampa
Dove
siamo
Chi
siamo
Link
Scrivici:
lambmo@comune.modena.it
|
|
NewCo
Emilia: che vuol dire?
Il
progetto NewCo Emilia, che aggrega le aziende municipalizzate
di Parma, Modena, Reggio e Piacenza (rispettivamente
Tesa, Meta , Agac e Amps) in una multiutility al 4°
posto in Italia
come dimensioni
dopo Acea , Hera, e Aem Milano, non può che
destare diverse preoccupazioni.
-
Prima di tutto
le linee guida del documento sottoscritto dai quattro
consigli comunali non mettono in evidenza alcuna
politica di sostenibilità ambientale come
era nella dichiarazione sottoscritta dai quattro
sindaci alla presenza del presidente della Regione
Emilia-Romagna, non ci sono in sostanza assunzioni
di impegni per ridurre i consumi di energia, ne
di produzione di questa da fonti rinnovabili , ne
come potenziare la raccolta differenziata alla luce
dell’impegno assunto di arrivare al 55% nel
2005.
-
Quale sarà
il futuro dell’inceneritore di Modena? Già
nei dibattiti si legge la preoccupazione che questa
struttura possa bruciare i rifiuti di tutta la via
Emilia. Il suo raddoppio è motivo di allarme
per la nostra salute e non dimentichiamoci la sua
collocazione a ridosso della città che già
convive con il problema dell' inquinamento atmosferico
ed alti valori dei PM10 . Bruciare rifiuti significa
prima di tutto aumentare il particolato presente
in atmosfera.Ma questa non è la sola problematica
che il processo di incenerimento rifiuti si trascina
dietro: comporta l'emissione di altri elementi che
inquinano l’aria che respiriamo e l'ambiente
(diossine, furani, metalli pesanti ecc.) .
-
La privatizzazione
di questi servizi, anche se una quota sostanziale
rimane pubblica, desta una profonda preoccupazione
sulla loro qualità futura; il dibattito in
sede di discussione di questa delibera ha visto
due assessori esperimere pareri contrari a questo
processo. L’entrata
in borsa di questa Multiutility conferma gli obbiettivi
che si pone.
Infine rimane incomprensibile la
motivazione che ha spinto questi quattro comuni ad
escludere dal dibattito le provincie , incomprensibile
inoltre la fretta che ha pervaso i singoli consigli
comunali nell’approvare il testo della delibera,
escludendo anche qui la democrazia vissuta dei dibattiti
e delle commissioni consigliari ed un’attenta
disamina da parte dei consiglieri su ciò che
andavano a votare.
Gabriele Raimondi
per Legambiente Modena
Marzo 2004
|
|