Modena, lì 22 novembre 2004 “COMUNICATO
STAMPA”
LA DEVASTANTE
ALTA VELOCITÀ IMPANTANATA IN DISCARICA
IL DEVASTANTE
IMPATTO DEL TRACCIATO NORD SCELTO NEL LONTANO 97 DALL’ALLORA
GIUNTA COMUNALE PER L’INSENSATO PROGETTO DI ALTA
VELOCITA’ E’ ORMAI EVIDENTE SULLE CAMPAGNE
DEI DINTORNI DI MODENA.
COME PREVISTO IL TRACCIATO SI STA IMPANTANANDO NELLA
DISCARICA DI VIA CARUSO. LEGAMBIENTE MODENA, RIBBADENDO
LA SUA OPPOSIZIONE AL PROGETTO ALTA VELOCITA’ED
AL TRACCIATO SCELTO PER L’ATTRAVERSAMENTO DELLE
PROVINCIA MODENESE, DENUNCIA ANCORA UNA VOLTA LA PERICOLOSITA’
AMBIENTALE E STRUTTURALE DEL PASSAGGIO IN DISCARICA
ED INVITA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ED IL GOVERNO
A MANTENERE GLI IMPEGNI PRESI E DI CHIUDERE LA DISCARICA
DI VIA CARUSO.
Come chiaramente indicato dalle conclusioni
della “Valutazione comparativa delle ipotesi
di tracciato della nuova linea ferroviaria veloce Milano/Bologna
– attraversamento del territorio modenese e reggiano",
commissionato nel 1996 dalle Province di Modena e Reggio,
il tracciato Nord, rispetto all’ipotesi di altri
due tracciati in affiancamento all’autostrada
(tracciato Sud) o alla Linea storica (tracciato Centrale)
era indicato come quello a maggior impatto fisico (per
superficie occupata e usi agricolo dei suoli), maggior
impatto paesaggistico,maggior nuova interferenza con
la popolazione. Oggi crediamo sia sotto gli occhi di
tutti il devastante impatto della infinite teorie di
viadotti ed interconnesioni sulla nazionale per Carpi,
Campogalliano, Modena Nord, ecc. A questo proposito
rimaniamo quantomeno stupiti nel vedere la stampa locale
inneggiare alle magnifiche virtù estetiche e
progressive di questi veri e propri mostri di cemento.
Leggiamo anche che si riapre la polemica sul passaggio
in discarica, per la quale lo studio citato affermava
in chiusura che:….”la componente di
rischio assume a nostro parere un’importanza …rilevante
per quanto riguarda il previsto attraversamento della
discarica di Modena da parte del Tracciato Nord”
Il rischio veniva indicati in “problemi
igienico sanitari legato alla movimentazione dei rifiuti
e nel caso del viadotto la realizzazione delle palificazioni
comporta un probabile rischio di veicolazione di inquinanti
tipici di quell’ambiente fortemente degradato
verso la falda”. Ma più avanti
si leggeva ancora che “l’effetto maggiormente
rischioso sarebbe sulla stabilità dell’opera,
cioè sulla capacità portante dei rifiuti
stessi”
La giunta comunale di allora, insieme alla TAV, decisero
di ignorare questa valutazione, impegnandosi a garantire
che le fondazioni dei piloni non sarebbero affondate
nella parte dedicata ai rifiuti tossico nocivi, ma “solo”
in quella per la parte di raccolta della spazzatura
cittadina (RSU) e di prendere tutte le misure necessarie
per la tutela dell’ambiente e quindi della salute
dei cittadini, come la chiusura della discarica.
Si chiede quindi di rispettare tale impegno e di chiedere
all’ente attuatore di rendere note le misure e
le tecnologie adottate per il contenimento del rischio
di inquinamento delle falde ed anche di quello strutturale.
Legambiente Modena