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Le proposte di Legambiente contro il PM10
Le proposte di legambiente per diminuire il rischio da polvere sottili

Modena, 7 febbraio 2002

Le targhe alterne e le altre limitazioni al traffico automobilistico ci hanno bruscamente ricordato che anche l'aria di Modena è gravemente inquinata dalle polveri sottili (PM10). Non si tratta solo di un fenomeno contingente, legato alle particolari condizioni atmosferiche di questo inizio d'anno, purtroppo, i dati relativi alla qualità dell'aria della nostra città nell'ultimo anno, forniti dall'Amministrazione comunale a Legambiente nel ambito della Ricerca Ecosistema Urbano 2001, evidenziano un superamento della soglia d'allarme sanitario di 50mg/m3, come media nelle 24 ore, per ben 107 giorni, quasi uno su tre.

C'è però voluto l'intervento della Giunta regionale per costringere le Amministrazioni comunali dell'Emilia-Romagna, tra cui Modena, ad adottare misure d'emergenza a tutela della salute dei cittadini. Riteniamo giusta l'iniziativa della Regione e auspichiamo che quanto prima anche l'Emilia-Romagna, così come ha già fatto la Lombardia, recepisca formalmente la Direttiva Europea, che fissa appunto il valore limite di PM10 da non superare in 50mg/m3. Questo valore tiene conto della elevata pericolosità delle famigerate polveri fini: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, allo stato attuale delle conoscenze, non esiste per il PM10 un livello di esposizione al di sotto del quale non ci siano effetti avversi alla salute umana; stime attendibili, inoltre, relative alla sola Europa, attribuiscono alle polveri sottili circa 80.000 decessi l'anno.

Ci sembra che anche la maggior parte dei cittadini modenesi abbia compreso le ragioni sanitarie e di qualità della vita che hanno portato ai divieti e alle limitazioni al traffico e vi abbia aderito responsabilmente. Non si può però tacere la scarsa presenza della Polizia Municipale per le strade cittadine nei giorni di stop alle auto. La mancanza di un controllo puntuale ha permesso ai soliti "furbi", pochi, di circolare indisturbati. Auspichiamo che in futuro situazioni del genere non abbiano più a ripetersi e quindi che i controlli siano capillari ed efficaci.

Targhe alterne e blocchi sono misure d'emergenza, siamo però consapevoli che si tratta di andare oltre, con misure preventive e strutturali atte a ridurre il traffico privato e a sviluppare il trasporto pubblico e le modalità alternativa come la bicicletta.


A tal fine, proponiamo:

- di potenziare ed estendere la rete delle piste ciclabili e le zone a traffico moderato, quelle con limite di velocità a 30 km/h;

- di creare percorsi protetti e controllati scuola-casa per i bambini;

- di estendere le corsie protette per i mezzi pubblici per aumentarne velocità e frequenza, (a questo riguardo bisogna evitare che il ripristino del doppio senso di marcia su molte strade attualmente a senso unico, misura che condividiamo perché va nel senso di una maggiore sicurezza, comporti la scomparsa delle corsie riservate ad autobus e filobus);

- di promuovere il car-pooling all'interno degli uffici e delle piccole e medie aziende, ad iniziare da quelle pubbliche, e di sollecitare l'adozione di mobility manager anche all'interno delle piccole e medie aziende;

- di sperimentare nuovi sistemi collettivi di trasporto come il taxi-collettivo e car-sharing (auto in multiproprietà);

- per disincentivare l'uso dell'automobile bisogna inoltre rinunciare alla costruzione di nuovi parcheggi attorno o dentro al centro storico, a meno che non siano ad esclusivo servizio dei residenti; Zurigo, ad esempio, ha sconfitto il traffico e l'inquinamento con una politica restrittiva dei parcheggi (pochi e costosi), unita allo sviluppo del trasporto pubblico e delle piste ciclabili.

Infine, riteniamo necessario rivedere le regole dei giovedì ecologici perché quelle attuali non funzionano più: a causa degli scarsi controlli e per il numero sempre più ridotto di auto prive di marmitta catalitica, al giovedì il traffico non è molto diverso da quello degli altri giorni della settimana; se si vuole ridurre le automobili circolanti è forse più opportuno adottare il sistema delle targhe alterne, anche per le auto catalizzate.

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