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Le proposte di Legambiente per la gestione dei rifiuti
Le soluzioni alternative alla gestione dei rifiuti prevista dal piano provinciale.

Modena, 11 Maggio 2002

E' uscito in questi giorni la prima elaborazione del nuovo Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti urbani (P.P.G.R.) che la Provincia di Modena dovrà adottare entro il 31 dicembre 2003.
Consideriamo positivi alcuni obiettivi che il Piano si pone, ma ancora insufficienti.
Se è vero che la percentuale di raccolta differenziata passa dal 27.2% del 2000 al 46% da raggiungere nel 2005, è altrettanto vero che, nel 2001, ci sono già Provincie (Lecco, Bergamo) che hanno già raggiunto questo obiettivo. Non solo, già oggi, organizzando per alcuni materiali, tipo la carta, la raccolta domiciliare invece del cassone stradale, come fa il Comune di Formigine, si possono ottenere significativi incrementi. Il Piano quindi potrebbe porsi un obiettivo maggiore, ma non lo fa. Per quali ragioni?

Il primo motivo è quello che l'incenerimento dei rifiuti rimane, comunque, centrale nella strategia di smaltimento provinciale, nonostante che si prevede di ridurne l'incidenza dal 59% al 46% del totale dei rifiuti smaltiti. Infatti stante la "disponibilità del Comune di Modena a valutare un incremento della capacità di termocombustione presso l'impianto di via Cavazza", si prevede di passare dalle attuali 140.000 tonnellate annue a 246.000 t/annue nel 2005.
Questo ci fa pensare ad una sensibilità maggiore verso gli interessi di META, piuttosto che verso quelli dei cittadini.
Il secondo motivo è quello che si assume come non modificabile il trend previsto di aumento della produzione dei rifiuti del 3% annuo, e si lasciano nel generico le azione tese al raggiungimento del primo obiettivo definito dal Decreto Ronchi, quello di diminuire i rifiuti prodotti.

Come Legambiente della provincia di Modena riteniamo che vi siano soluzioni alternative alla gestione dei rifiuti prevista dal piano provinciale.
In particolare, vi sono oggi tutte le condizioni perchè
a) si possa raggiungere il 60/65% di raccolta differenziata dei rifiuti, nell'arco di 3-5 anni, operando una sostanziale modifica dei sistemi di raccolta dei rifuti, passando progressivamente dal grande cassone stradale, alla raccolta domiciliare o direttamente presso le imprese, che consente un maggiore responsabilizzazione degli utenti e un maggiore controllo
b) si possa stabilizzare la produzione dei rifiuti ai livelli del 2001, con opportune iniziative che coinvolgano la grande distribuzione e le grandi utenze, finanziando anche i progetti che si pongono tale obiettivo
c) si possa spingere decisamente sulla raccolta della frazione organica, in modo deciso e più efficace dell'attuale, costruendo, sì, un nuovo impianto di compostaggio, così come prevede il piano provinciale, senza però penalizzare le iniziative che puntano a favorire il compostaggio domestico
d) si possa costruire un sistema di incentivi che premino le amministrazioni comunali, i cittadini, ma anche le imprese che operano "virtuosamente" e penalizzi quelli che non ragguingono gli obiettivi
e) si possa , di conseguenza, dichiarare una moratoria di 5 anni sia sulla costruzione di nuovi inceneritori, che sull'ampliamento di quelli esistenti.

Su questi temi terremo un Convegno provinciale sabato 18 maggio alle ore 9, presso la sala del Consiglio provinciale.

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