| |
MODENA venerdì 14 marzo 2003, S. Matilde
La Gazzetta di Modena
Imbarazzante esordio in consiglio comunale per la prima iniziativa di
coinvolgimento democratico dei cittadini
Via Padovani, inutile la delibera Wwf
Ottenuto dibattito per un documento che comunque era inefficace
a.m.
Chi è in buona fede può parlare di un difetto di inesperienza,
chi invece è malizioso parla apertamente di chiara volontà
della giunta a mantenere a sè l'esclusività del potere di
presentare delibere. Fatto sta che il primo esempio di delibera di iniziativa
popolare nella storia del consiglio comunale di Modena si è rivelata
una sorta di fiasco e per vari aspetti. Innanzitutto quello dei tempi:
ci sono voluti ben 3 anni prima che tale documento - presentato dal WWf
- approdasse in consiglio.
In secondo luogo, ieri, quando la delibera era già in discussione
in aula, i rappresentanti dell'associazione ambientalista, che parlavano
a nome di 469 cittadini firmatari, si sono sentiti dire dal presidente
del consiglio comunale Stefano Bellentani che «qualunque sia l'esito
di questa votazione l'efficacia della delibera sarà nulla: non
sortirà alcun effetto».
Tutto questo perchè priva del parere tecnico, necessario per la
sua efficacia, che non sarebbe stato possibile ottenere entro il termine
ultimo del 17 marzo, fissato per le variazioni di bilancio contemplate
dai pareri di questo tipo.
«Ci siamo incartati» ha cercato di giustificare Bellentani,
l'impressione è che i cittadini siano usciti bellamente presi per
i fondelli da questa vicenda e quindi, per il futuro, sarà il caso
che le regole per le delibere di iniziativa popolare siano ben chiare
fin dall'inizio ai proponenti.
Del resto la delibera in questione, ha avuto fin dall'inizio una storia
molto travagliata come riferito ieri in aula dai rappresentanti del Wwf.
Il provvedimento come noto è quello che proponeva la variazione
nella destinazione d'uso dell'area incolta di via Padovani, non più
sede per la Finanza o in altermativa un asilo, ma totale annessione alla
piantata già esistente di via Marconi.
La delibera fu presentata addirittura il 14 luglio 2000 e, di fatto, finì
in un cassetto, nonostante il regolamento preveda la sua discussione,
entro 30 o al massimo 60 giorni. In seguito, come riferito dal Wwf, è
stato necessario un'intimazione del prefetto affinchè la situazione
si sbloccasse. Già perchè in questi anni l'amministrazione
non solo ha dimostrato disinteresse per questa delibera proveniente dai
suoi cittadini, ma - secondo quanto sostenuto dall'associazione ambientalista
- ha più volte operato per ostacolarla o votando delibere che andavano
nel senso opposto oppure evitando di dar corso al suo iter. Si è
così arrivati a discuterne a tempo scaduto; quando nel frattempo
era anche intercorso un ordine del giorno che, impegnando la giunta sul
fronte dell'ipotesi asilo e ampliamento parziale della piantata, metteva
fuori gioco la proposta dei cittadini.
Il Wwf ha comunque illustrato le sue proposte, suggerendo anche che per
il futuro «Il consiglio si adoperi affinchè la partecipazione
dei cittadini sia reale, ad esempio migliorando il regolamento, consentendo
ai cittadini di presentare di persona la proposta e mantenendo fermo il
numero di 300 firme autenticate».
Per la cronaca, dopo ampio dibattito, la delibera è stata comunque
bocciata dalla maggioranza, con il voto favorevole di Forza Italia, Rifondazione
e An.
Tratto dalla Gazzetta di Modena del 14/3/2003
|
|